Ageism, non solo gen Z, gli over 60 sono i nuovi trendsetter da tenere d’occhio?

Nel 2020 fece scalpore un monologo tra Paola Cortellesi e e l’attrice Betty Pedrazzi nel film “Figli” diretto da Giuseppe Bonito, in cui si sottolineava la potenza, non solo numerica, ma anche economico-sociale di una fascia anagrafica spesso dimenticata dagli attuali marketers, ma di cui ci si sta lentamente accorgendo: gli over 60. Gli ultra-sessantacinquenni in Italia, secondo i dati Istat del 2023, ammontavano a oltre 14 milioni (costituendo circa il 24% della popolazione totale italiana), e la percentuale aumenta se si tengono in considerazione tutti quei paesi dove negli ultimi anni il benessere sociale è aumentato.

Nonostante fossero tradizionalmente trascurati dalle varie case di moda, che tendono ad indirizzare le proprie collezione verso gli acquirenti del futuro, ossia i Millennials e la Gen Z, i brand stanno lentamente riconoscendo che la diversità e l’incisività dovrebbero estendersi oltre l’età, spingendo le aziende a soddisfare le preferenze e le esigenze di stile dei consumatori più anziani.
Questo cambiamento si allinea con le attitudini sociali in evoluzione, sottolineando che la moda non dovrebbe essere confinata agli ideali incentrati sulla gioventù, ma dato che le persone conducono uno stile di vita più sano e attivo anche nella loro età più avanzata, c’è una crescente domanda che rifletta il loro stile di vita e affronti specifiche considerazioni legate al comfort e alla funzionalità ma che il tutto sia confezionato nel modo più glamour possibile.

Sono sempre di più le realtà over 60 che testimoniano interesse nel mondo della moda, come l’italiana “Sciuraglam”, pagina Instagram che conta più di 300 mila followers dando un palcoscenico social ad uno dei simboli “inossidabili” di Milano, ma anche icone internazionali come l’eclettica imprenditrice e designer d’interni Iris Apfel, classe 1921, oppure l’indimenticabile fashion icon degli anni ottanta Brigitte Nielsen che ha sfilato nella Pre-Fall Balenciaga in jeans neri aderenti e stivali dal tacco vertiginoso. Ma nella varietà del panorama non mancano anche vere e proprie “Granny -Influencer “come Lyn Slater, 70 anni, che al New York Times racconta come, sia diventata un fenomeno social con oltre un milione di followers: «Mi vestivo in un modo che la gente non si aspettava. Ero molto all’avanguardia e mi vestivo con un look minimalista, in bianco e nero. Indossavo stilisti giapponesi provenienti da negozi di articoli in conto vendita, come Issey Miyake e Yohji Yamamoto», ha spiegato «Mi vestivo in un modo che sentivo mio e per trasmettere un’identità».

L’espansione del fashion system verso il pubblico più maturo rappresenta quindi non solo un’opportunità economica, ma anche un riconoscimento della diversità intrinseca alla società. Questo cambiamento di prospettiva non solo beneficia i consumatori anziani, ma arricchisce anche il panorama della moda sfidando gli stereotipi e abbracciando la bellezza e lo stile in tutte le età. In un’industria associata spesso al binomio “bellezza e giovinezza”, questa evoluzione indica una direzione promettente verso una moda più inclusiva e rispettosa della varietà di esperienze di vita.

[📸 sciuraglam]

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