Alessandro Benetton ci racconta la sua “traiettoria”: “Dai fallimenti al successo: così racconto la mia carriera in un libro”

Alla soglia dei 60 anni Alessandro Benetton ha deciso di mettersi a nudo in un libro. Si chiama “La Traiettoria”, edito da Mondadori e uscito oggi in tutte le librerie, e ripercorre per la prima volta la sua storia. Per l’occasione l’imprenditore, in un’intervista ai nostri microfoni, si è raccontato svelandoci com’è nato il libro e perché lo ha scritto.

“La traiettoria in termini della vita di ognuno di noi incomincia subito praticamente. Anche da quando non ce ne rendiamo conto. Questa traiettoria invece, il libro, incomincia alla mia festa dei 50 anni, forse la prima volta nella mia vita in cui ho guardato indietro e non in avanti. E quindi sono stato a scartabellare nel passato, ho trovato dei temi che avevo scritto, mi è venuto in mente che mi piaceva scrivere e allora ho pensato di raccontarlo. Di raccontarlo a me stesso in realtà, non avevo nessuna intenzione di pubblicare la cosa. Poi è successo appunto che questa vicinanza con il mondo dei social mi abbiano dato questo coraggio in più”.

I giovani e i social

Ed è ai giovani soprattutto che si rivolge. Gli stessi di cui si è attorniato per presentarlo, ieri al 21 Way of Living di Milano, in un evento presentato da Giulio Incagli di “Cronache di spogliatoio”, che ha ospitato oltre all’autore anche gli youtuber Giuseppe Bertuccio D’Angelo di Progetto Happiness e Fraffrog, oltre al volto tv Melissa Greta Marchetto e all’ex calciatore della Juventus, Claudio Marchisio.

“La volontà di questo libro che io mi auguro venga anche preso per la generosità in termini di un racconto molto vero, molto profondo e anche molto intimo, è quella di comunicare con i giovani, con quei giovani che ogni tanto fanno fatica a essere capiti. Quelli che ogni tanto si perdono e fanno fatica a ritrovarsi. Quelli che in ogni caso vogliono fare un percorso per trovare la propria traiettoria. E la traiettoria non è mai assolutamente lineare, neanche per chi viene da una situazione privilegiata come la mia”, dice Benetton.

L’imprenditore, fresco presidente della holding di famiglia, Edizione, ha da anni aperto un profilo Instagram in cui dispensa ai suoi follower riflessioni e storie legate alla sua esperienza. Un percorso che lo ha incoraggiato a scrivere questo libro. “Questa attività nel mondo dei social incomincia in una fase della mia vita in cui sono costretto a far sapere che la mia attività personale è completamente slegata da qualsiasi altro tipo di attività connessa alla nostra famiglia. Incomincia questo dialogo sui social e vengo a scoprire molto presto che a molti giovani piacevano le storie che raccontavo, come avevo vissuto certi momenti o come ero riuscito a fare delle cose. E in questo senso è diventato un esercizio quotidiano perché mi da qualche cosa, anche perché rende sempre più intenso e piacevole il rapporto con i miei figli”.

I proventi del libro destinati

Tra il fallimento causato da una bocciatura durante il suo percorso universitario, che vuole dimostrare come “quello che conta nella vita è il tempo finale e non il tempo intermedio”, e l’ingombrante cognome con cui è cresciuto, che oltre a essere un onore è “una grande responsabilità”, Alessandro Benetton rivela a chi destinerà i proventi del libro. “Tutti i proventi andranno ad aiutare l’attività di una zia di mia nonna, che ho scoperto da poco di avere e che è scomparsa a 101 anni. Di mestiere era una suora e raccoglieva risorse per aprire case di riposo per gli anziani. Ho scoperto che già negli anni 50 e negli anni 60, lo faceva in tutta Europa. Ecco allora forse un po’ di dna, ce l’avevo anche da quella parte”.

Tags: Alessandro Benetton , Intervista , La Traiettoria , libro