Alessandro Michele e Valentino: è stato un debutto convincente?

Questa mattina il mondo della moda si è svegliato con una sorpresa: la prima collezione di Alessandro Michele per Valentino, inaspettata e anticipata, che ci ha dato di un assaggio del suo approccio prima della sfilata del prossimo 29 settembre 2024 a Parigi. Dopo una prima fase di osservazione e analisi dei richiami sia all’eredità dello stesso Alessandro Michele che all’archivio della maison, dal decorativismo all’esotismo, ma anche la preziosità dei dettagli e i riferimenti agli anni ’60 e ’70, ci chiediamo: le aspettative sono state rispettate?

C’è chi in questa collezione vede molto del vecchio Gucci, quello diretto da Alessandro Michele, e tra i nostalgici che, come veri e propri fan, sono contenti di rivederlo, c’è anche chi nota l’autoreferenzialità del suo lavoro, forse a discapito di una riflessione più attuale sul sistema. D’altronde se Monsieur Valentino Garavani è l’imperatore della moda, Alessandro Michele, invece, è il filosofo.

Come tutti sanno infatti, oltre ad assumere le redini di Valentino, Alessandro Michele ha anche recentemente pubblicato un libro, “La vita delle forme”, insieme a Emanuele Coccia, in cui la moda diventa un trattato filosofico assumendo un nuovo significato dove il tempo non è più qualcosa da rincorrere ma da osservare, capire e interpretare. Le riflessioni non vertono più sulla caducità della moda ma sul corpo come protagonista e fonte inesauribile del bisogno di essere animato. Lo scopo della moda, per Alessandro Michele, è quello di dare continua vita alle forme, al corpo e alle idee, attingendo dal passato per scrivere un presente senza tempo. Che sia da Gucci o da Valentino, infatti, la sua filosofia rimane la stessa.

[📸 Courtesy of Valentino; Getty Images]

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