Andrea Guerra, CEO di Prada: «Armani non è nei nostri piani»

L’ipotesi di un possibile ingresso di Prada nel futuro di Armani si ferma, almeno per il momento, davanti a una dichiarazione netta. «Armani non è nei nostri piani»: a dirlo è Andrea Guerra, CEO di Prada Group, che in un’intervista a Reuters ha escluso che il gruppo stia valutando un’offerta per la maison fondata da Giorgio Armani. Una precisazione che arriva in un momento particolarmente significativo per la casa milanese, a un anno dalla scomparsa del suo fondatore e mentre si prepara una nuova fase della sua struttura proprietaria.

Il motivo indicato da Guerra è soprattutto strategico. Prada è infatti concentrata sul prossimo capitolo di Versace, acquisita ufficialmente nel dicembre 2025, e sul processo di rilancio della maison all’interno del gruppo. «Oggi siamo impegnati in molte altre cose, tra cui l’evoluzione di Versace, quindi non è all’ordine del giorno», ha spiegato il CEO a Reuters. Dopo l’acquisizione, il lavoro di Prada si è inizialmente concentrato sull’integrazione della nuova realtà, sulle sinergie e sull’efficienza operativa; negli ultimi mesi, l’attenzione si sarebbe spostata sempre più sul futuro creativo e commerciale di Versace.

È proprio questo il passaggio che rende la dichiarazione di Guerra particolarmente rilevante. Prada non sta semplicemente escludendo una possibile operazione finanziaria: sta ribadendo che, in questa fase, il gruppo ha già un progetto di trasformazione importante da portare a compimento. Versace rappresenta oggi la principale operazione di espansione e, soprattutto, una maison da riportare a una nuova fase di crescita, dopo l’ingresso nel perimetro Prada. Il prossimo appuntamento sarà anche creativo: il primo show di Versace firmato dal nuovo direttore creativo Pieter Mulier è atteso a gennaio. La precisazione assume però un peso diverso se osservata dall’altra parte del tavolo. Armani sta infatti attraversando uno dei momenti più delicati della sua storia recente. Dopo la morte dello stilista, avvenuta nel settembre 2025 all’età di 91 anni, il gruppo è entrato nel percorso di successione previsto dal testamento del fondatore. La prima tappa prevede la cessione di una quota del 15% entro 12-18 mesi dalla sua scomparsa, mentre in una fase successiva è prevista la possibilità di un’ulteriore cessione, compresa tra il 30% e il 54,9%, oppure, in alternativa, la quotazione della società.

Il passaggio non equivale dunque necessariamente a una vendita dell’intera maison, ma segna l’inizio di una progressiva apertura della proprietà dopo decenni durante i quali Giorgio Armani ne ha mantenuto il controllo e definito in maniera quasi totale l’identità. Proprio per questo, l’individuazione del futuro partner rappresenta una questione industriale oltre che finanziaria: significa stabilire quale tipo di evoluzione potrà affrontare una delle ultime grandi maison italiane rimaste indipendenti dai principali conglomerati internazionali. Nelle scorse settimane e nei mesi precedenti sono circolati diversi nomi come potenziali interlocutori, tra cui LVMH, L’Oréal ed EssilorLuxottica, realtà già legate ad Armani attraverso differenti rapporti industriali e di licensing. Reuters ha però sottolineato che nessuna di queste società ha confermato pubblicamente un interesse concreto per l’operazione.

In questo scenario, la posizione di Prada elimina dunque uno dei possibili scenari evocati dal mercato, almeno allo stato attuale. E racconta anche una fase particolare del sistema della moda italiano: mentre Armani si prepara a definire il proprio futuro dopo la scomparsa del suo fondatore, Prada è impegnata a dimostrare che l’acquisizione di Versace può tradursi in una nuova traiettoria di crescita senza disperdere l’identità della maison. Due percorsi distinti, quindi, che per il momento non sembrano destinati a incontrarsi. Da una parte, una Prada impegnata nell’evoluzione di un marchio appena entrato nel proprio universo; dall’altra, un’Armani chiamata per la prima volta a immaginare la propria continuità oltre la figura di Giorgio Armani. E se la possibilità di un’operazione tra i due gruppi è stata definitivamente esclusa da Guerra, resta aperta la questione più ampia: chi accompagnerà Armani nella prossima fase della sua storia?

[📷 pradagroup.com]

Condividi l'articolo sui social: