Andrea Stroppa, l’italiano che sussurrava a Elon Musk

Definito da molti come l’affare del secolo, l’acquisto di Twitter da parte di Elon Musk sta vivendo un momento di stallo. Il motivo riguarderebbe l’attesa “di dettagli a supporto del calcolo che gli account spam/falsi rappresentano effettivamente meno del 5% degli utenti”, come affermato dall’uomo più ricco del mondo. La sua offerta da 44 miliardi di dollari infatti potrebbe subire un ritocco al ribasso, nel caso in cui quei dati si rivelassero superiori a quanto stimato da Twitter. E chi è arrivato in aiuto di Elon Musk per capire di più la situazione del social che cinguetta? Un italiano. Stiamo parlando di Andrea Stroppa, esperto di cybersecurity e data analyst, che su Twitter ha esposto la sua analisi a proposito degli account bot e fake presenti.

Secondo Stroppa, collaboratore e amico stretto di Lapo Elkann, su Twitter il numero di account Twitter mDAU (utenti attivi giornalmente monetizzabili) falsi, spam o automatizzati è molto più alto di quanto è stato stimato. “Ho scoperto che gli account di spam condividono contenuti porno (che non sono consentiti sulla tua piattaforma) e interagiscono nei tweet sponsorizzati”. Ad interessarsi ai thread di Stroppa è stato niente meno che Elon Musk, che ha iniziato a seguire il suo profilo Twitter.

Il data analyst ha infatti analizzato le interazioni sotto il post di Business Insider a proposito dell’“Elongate”, lo scandalo sessuale scoppiato qualche giorno fa riguardo una presunta molestia ai danni di una donna, notando come i bot/account fake abbiano contribuito ad aumentare la viralità del tweet che tentava di screditare Mr. Tesla. «L’algoritmo di Twitter mostra contenuti popolari ma suggerisce anche contenuti apprezzati dalle persone che segui. Questo è un fenomeno chiamato “camere d’eco”. Le camere d’eco possono creare polarizzazioni di opinioni/punti di vista. Elongate è diventato molto popolare tra gli utenti a cui non piace Elon Musk ma quando questi malintenzionati vogliono distruggere qualcuno, sanno che le camere d’eco non sono sufficienti. Vogliono che anche le persone con opinioni neutrali e positive su Elon Musk gli vadano contro, spingendo sui valori morali. Gli account bot/spam entrano in azione per facilitare il processo».

Stroppa, che ha in passato rivelato l’influenza della Russia sui social per le elezioni americane del 2016, ha smascherato nuovamente il metodo utilizzato per screditare sui social determinati personaggi, manovrando dei profili bot. Qualche giorno dopo l’esperto di cybersecurity ha aperto un nuovo thread spiegando come gli accessi falsi, spam o automatici stimati da lui potrebbero rappresentare il 12-14% dell’attuale mDAU (utenti attivi giornalmente monetizzabili). Un risultato che ha stupito Elon Musk in persona che ha commentato chiedendo di continuare nelle analisi. La conclusione di Stroppa sottolinea come Twitter abbia sbagliato ed Elon Musk abbia ragione. Una tesi che si rafforza grazie ai test effettuati e che permettono di affermare che la percentuale di bot presenti sul social network sia decisamente superiore al 5%.

Lo scenario riguardo l’acquisizione è in continua evoluzione, ma la professionalità di Stroppa e i suoi test potrebbero risultare una tesi al servizio della verità su Twitter. Una rivelazione che porterebbe Elon Musk a valutare con più lucidità l’accordo, grazie al contributo di un italiano.

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