Provocatorio. Audace. Esplosivo. Con questi tre aggettivi viene descritto “Babygirl”, il nuovo thriller erotico di Halina Reijn che vede protagonista Nicole Kidman, vincitrice della Coppa Volpi al Festival del Cinema di Venezia e candidata ai Golden Globes come Miglior Attrice Protagonista, solo al cinema dal 30 gennaio 2025. Un cast prestigioso per un film che risveglia i desideri reconditi presenti in ognuno di noi e li analizza spogliandoli di quel pudore che spesso la società riserva nei loro confronti. Ad aiutare, in questa missione, è la storia di una potente donna d’affari, amministratrice delegata di una grande azienda, che mette a repentaglio la sua vita professionale e personale quando intraprende una relazione segreta e intensa con il suo giovane assistente.
Una carriera lanciata, una famiglia felice, un marito amato. Tutti elementi che lascerebbero presagire la massima soddisfazione possibile. Una formula tanto elementare e scontata, che tuttavia non corrisponde alla verità. Perché non tutto, nella vita, ha una formula precisa e l’apparenza non sempre corrisponde ai desideri interiori. Nicole Kidman spicca nella pellicola, interpretando alla perfezione questo sentimento, vivendo la passione di una relazione travolgente, nata sul posto di lavoro. Nei panni di Romy, Nicole Kidman mostra le insicurezze e la voglia di libertà davanti a una situazione imprevista, desiderata, ma al tempo stesso combattuta. Perché l’intesa che ha con il suo assistente più giovane, Samuel, interpretato da Harris Dickinson, è innegabile, ma piano piano mette a repentaglio il suo porto sicuro, la sua famiglia, a partire dal marito Jacob, interpretato da Antonio Banderas.
«Tutti noi abbiamo una piccola scatola nera piena di fantasie e tabù che vorremmo non condividere mai con nessuno. Sono affascinata dalla dualità della natura umana e con questo film ho cercato di far luce, senza giudizio, sulle forze opposte che compongono le nostre personalità», dice la regista Halina Reijn, che spiega cos’è per lei il femminismo: «È la libertà di esplorare la vulnerabilità, l’amore, la vergogna, la rabbia e la bestia interiore di una donna. Invecchiare significa affrontare l’infinità di tutto. A metà della nostra vita, non possiamo più nasconderci e dobbiamo confrontarci con i nostri demoni interiori. Più sopprimiamo la nostra ombra, più il nostro comportamento può diventare pericoloso e dirompente».
Proprio quello che accade a Romy, durante lo scambio con Samuel, una relazione che esplora la confusione riguardo al potere, alle loro posizioni lavorative, al genere, all’età, ma anche all’istinto primordiale. «Nonostante la sua natura proibita, la gioia di quell’esplorazione è liberatoria, persino curativa», conclude Halina Reijn. Questo e molto altro sarà al centro di “Babygirl”, solo al cinema da giovedì 30 gennaio 2025.