Banksy lancia un gommone tra la folla del Festival di Glastonbury per parlare di immigrazione attraverso la sua arte

Parlando di street art è impossibile non pensare a Banksy, l’artista e writer britannico che con le sue opere satiriche e sovversive è considerato uno dei maestri di questa corrente artistica. E ogni volta che si esprime attraverso la sua arte, è in grado di stupire senza mai deludere le aspettative, come è accaduto al Festival di Glastonbury di venerdì 28 giugno 2024, quando tra il pubblico si è fatto spazio un gommone firmato proprio da lui.

Lo street artist inglese ha utilizzato la sua arte per raccontare e portare all’attenzione uno dei temi sociali più caldi degli ultimi tempi, ossia l’immigrazione, e ha scelto di farlo durate il più grande festival musicale del Regno Unito, che quest’anno ha riunito circa 200mila persone. Alla fine del dj set degli Idles, si è fatto spazio tra la folla il gommone realizzato da Banksy che conteneva sette manichini, un chiaro riferimento a tutti quei migranti che quotidianamente cercano di attraversare il mar Mediterraneo o il canale della Manica. Quella di Banksy è stata una perfetta operazione di “crowdsurfing” avvenuta su una canzone ben precisa, che tratta proprio del tema immigrazione. Stiamo parlando di “Danny Nedelko” degli Idles, un inno umanistico che definisce i migranti dei “fratelli di sangue”: «My blood brother is an immigrant/ A beautiful immigrant», recita il brano.

Quando i fan hanno visto il gommone entrare hanno subito pensato che facesse parte della scenografia del gruppo inglese: invece, pare che nemmeno gli Idles fossero a conoscenza dei piani di Banksy, che ha (s)travolto inaspettatamente il Festival di Glastonbury, il palcoscenico perfetto per valorizzare la sua arte e i messaggi sociali che veicola.

[📷 Instagram: banksy]

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