Barbara Berlusconi ricorda il padre Silvio a un anno dalla scomparsa: “Ha cambiato l’Italia modernizzandola”

Un anno che passa, ma il ricordo che resta vivo, come il suo lascito immortale. Domani, 12 giugno 2024, sarà il primo anniversario dalla scomparsa di Silvio Berlusconi. 12 mesi senza l’ex premier e illuminato imprenditore, autore di una delle pagine più importanti della storia del nostro Paese. E in occasione di questa speciale ricorrenza, a voler omaggiare e ricordare il padre, tra le molte iniziative in onore del Cavaliere, c’è anche sua figlia Barbara Berlusconi. «In questi ultimi 12 mesi l’ho sempre sentito al mio fianco, come se non se ne fosse mai andato. Ho notato che questo avviene anche in Italia, perché si parla tutti i giorni di lui», sono le prime parole della figlia dell’ex premier nel corso di un’intervista andata in onda nell’edizione delle 20 del TG1, oggi martedì 11 giugno 2024, direttamente da Villa Macherio ad Arcore. Lì dove, nel 1994, partì la famosa discesa in campo, con il celebre discorso.

E a proposito di quel giorno, Barbara Berlusconi ricorda: «Io ricordo tutto perché ero qua. Ricordo le troupe, ricordo il trambusto, avanti e indietro. Soprattutto ricordo la sua emozione e anche la sua convinzione». Suo padre Silvio, dice, le ha insegnato «l’irrefrenabile ottimismo, l’etica del lavoro, la grande generosità, la capacità di realizzare sogni da tutti ritenuti impossibili. E mi ha insegnato a non portare rancore». Principi e insegnamenti che sono stati visibili anche nel corso della sua storia imprenditoriale e politica, che l’hanno visto senza dubbio come uno dei protagonisti principali: «Mio padre ha cambiato l’Italia modernizzandola, nell’imprenditoria, nello sport, nei media e soprattutto nella politica, con l’introduzione del bipolarismo».

Per Barbara Berlusconi, l’ex presidente del Consiglio «è stato molto amato, perché ha sempre difeso la libertà come diritto naturale dell’uomo in contrapposizione a uno Stato più oppressivo e non al servizio dei cittadini, come invece lui auspicava. E poi è stato certamente contrastato». Ma Silvio Berlusconi, continua sua figlia, è stato anche «il leader politico più perseguitato al mondo con più di 4.000 mila udienze, 86 processi. Un accanimento da parte di una parte della magistratura politicizzata che è durato quasi 30 anni e che ne ha compromesso gravemente la salute». E poi conclude, con un auspicio riguardo una riforma tanto necessaria e urgente per il Paese: «Io mi auguro che venga presto approvata in Parlamento la riforma della Giustizia».

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