Biba: il primo concept store della storia nasce negli anni ’60 (ed ebbe come shop assistant Anna Wintour)

Molto più di un negozio, uno stile di vita; quello che Barbara Hulanicki e suo marito Stephen Fitz-Simon crearono nel bel mezzo del fermento della Swinging London degli anni ’60 fu una vera e propria rivoluzione. Da Barbra Streisand a Mick Jagger, da Twiggy a David Bowie, lo store Biba divenne un vero e proprio punto di ritrovo dell’élite creativa del tempo, ma anche dei giovanissimi, che qui avevano la possibilità di provare e scambiare vestiti a pochissimo prezzo. Un edificio art-déco di ben sette piani nel bel mezzo di Kensington Street, è proprio qui che una poco più che adolescente Anna Wintour comincia a muovere i primi passi nel fashion system, come addetta alle vendite.

Biba ha anticipato l’idea di “Concept store” come la conosciamo oggi: al suo interno non si vendevano solo abiti, ma un vero e proprio lifestyle, dal make up all’interior design fino al cibo, infatti disponeva anche del ristorante Rainbow Room da 500 posti, location di festeggiamenti ed esibizioni delle più famose rockstar del tempo. Inoltre, nel pieno del trend “space age” degli anni ’60, Biba fu il primo ad intuire un’idea di vintage in tempi non sospetti; a partire dalla grafica, che ben poco rifletteva i canoni geometrici del tempo ma piuttosto si ispirava all’art nouveau, così come alla selezione dei vestiti: ispirati ad epoche passate, al romanticismo folk e alle origini polacche della Hulanicki; stravagante, poliedrico, ad oggi Biba verrebbe considerato come un paradiso da ogni stylist. La chiusura del 1975 non ne ha compromesso la memoria ne il riconoscimento per essere stata una realtà avanguardista su molti fronti. A raccontarlo oggi è il Fashion & Textile Museum di Londra, con la retrospettiva The Biba Story, 1964-1975.

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