Bufera social per Beyoncé dopo la sua esibizione a Dubai a causa delle politiche anti-LGBTQ del Paese

Beyoncé è stata travolta dalle polemiche dopo aver accettato un compenso pari a 24 milioni di dollari per un’esibizione privata, durata un’ora, che la star ha tenuto lo scorso sabato, 21 gennaio, al nuovo hotel Atlantis the Royal di Dubai. Il motivo della bufera? Le politiche anti-LGBTQ proprie degli Emirati Arabi Uniti.

L’esibizione della star nella zona “getta un’ombra sul suo sostegno a lesbiche e gay”, ha dichiarato a “The Telegraph” Bev Jackson, co-fondatore del gruppo di difesa britannico LGB Alliance. «Beyoncé è una grande icona per molte persone gay. LGB Alliance è quindi profondamente delusa dal fatto che Beyoncé abbia accettato di tenere un lucroso concerto a Dubai, dove gli atti omosessuali sono un reato penale, potenzialmente punibile con la morte».

Anche su Twitter in molti si sono domandati come mai Beyoncé abbia accettato il lavoro: «Quando sei così ricco… in gran parte, se non del tutto, grazie alla feroce lealtà dei fan LGBTQ+, quale somma di denaro è semplicemente troppo da rifiutare per esibirsi in un paese omofobo?» ha scritto un utente e ancora: «Quindi aspetta, fammi capire bene. Beyonce esce con un intero album dedicato alla comunità LGBTQ e poi va a esibirsi per la prima volta dopo anni a Dubai?! La stessa Dubai che è veementemente omofoba?».

Sui social abbondano commenti e considerazioni di questo tipo, nei confronti di una scelta che è sembrata ai più contraddittoria, incoerente e imperdonabile.

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