Burberry FW24/25: La “Nuova Nostalgia” di Daniel Lee

É bastata la voce calda e iconica di Amy Whinehouse ed è stato subito un ritorno ad un passato che pulsa ancora vivido in tutti noi. E poi ancora la modella Agyness Deyn ad aprire il défilé, icona simbolo degli anni 2000 della brit-indie culture, e ancora le indimenticabili “doll face” Lily Cole e Lily Donaldson, anche loro modelle simbolo della stessa decade. E poi ancora Naomi, che non ha bisogno di presentazioni, Karen Elson, ma anche volti nuovi come Meet Lennon Gallagher, figlio di Liam e Patsy Kensit, e la figlia della designer Phoebe Philo, che ha chiuso la sfilata.

Citare questo casting che trasuda da ogni poro “London-Core” e diviso tra ieri e oggi, é estremamente importante per comprendere l’intera sfilata della collezione FW2425 di Burberry, disegnato dal 2022 da Daniel Lee.

Perché Lee sceglie di immergersi nella grandissima eredità storica del marchio, e lo fa con la lucida consapevolezza di recuperare dei capisaldi intramontabili del brand, riuscendo al tempo stesso a portarlo in una dimensione del tutto nuova.

Come dice lo stesso simbolo del brand, la bandiera “Prorsum” che significa letteralmente “Avanti”, Lee guarda al futuro del Burberry con una nostalgia che non sa di rimpianto ma di una serena accettazione di un passato e la sua straordinaria capacità di reinventarsi e di dimostrarsi sempre attuale.

Lo storico trench in gabardine del marchio viene riproposto con una nuova versione in fustagno, intervallato da montgomery e parka. Shearling, tartan, lana felpata e pelle su una palette colori che si ispira alla terra bagnata delle campagne inglesi, la tradizione manifatturiera britannica é abilmente celebrata portando “l’outdoor indoor”. Ma troviamo anche abiti da sera ispirati al nightwear, con tessuti scintillanti e cangianti, con una minuziosa attenzione ai dettagli e alla tattilitá dei materiali.

E poi ancora capospalla in pelliccia, montgomery in montone, cerniere e la famigerata stampa check, e accessori utility wear come i boots che la defunta Regina Elisabetta avrebbe sicuramente apprezzato per le sue amate passeggiate nelle brughiere inglesi. Lee sembra raccontare perfettamente tutte le realtà e le figure che appartengono ad un marchio come Burberry, dalla nobiltà di campagna all’alta società cittadina, ma anche le nuove generazioni che frequentano i pub londinesi. Una sfilata omaggio all’Inghilterra più vera, tra ieri e oggi, per sempre iconica.

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