Capo Plaza, un’associazione denuncia: ragazzo di colore respinto al suo concerto di Ravenna

Uno spiacevole episodio che ha negato a un ragazzo di godersi il concerto del suo artista preferito. È quello che è accaduto a Biniyam, 16enne, fan di Capo Plaza che venerdì notte è stato respinto senza giustificate motivazioni all’entrata del suo concerto. A raccontare la storia è stata la pagina Facebook dell’associazione “Mamme per la pelle”, che ha accusato il Marina Bay di Ravenna di aver negato l’accesso al 16enne solo perché di colore. «Arrivano alle 23.15 al Marina Bay, a Marina di Ravenna ma qualcosa va storto. Entrano tutti i suoi amici (bianchi) e lui resta fuori senza nessuna motivazione. Chiama i genitori che si recano sul posto e fermano una volante per raccontare l’accaduto. “Ci spiace signora il locale può fare quello che vuole, è un luogo privato”. Insieme a Biniyam restano fuori anche un gruppo di nordafricani. Torna a casa pieno di rabbia e dolore: “Mamma perché?”».

Per “Mamme per la pelle”, questo non è altro che l’ennesimo episodio di razzismo in giro per l’Italia: «Gli atti di razzismo stanno aumentando vertiginosamente e noi siamo molto preoccupate per tutti i nostri figli». Dell’accaduto è ovviamente ignaro l’artista, a cui però il post è rivolto affinché conosca ciò che è successo. L’associazione chiede massima attenzione della stampa, oltre a preparare un esposto in Procura. «Mamme per la pelle farà un esposto in Procura e chiamerà tutti i media. Speriamo che così facendo questo locale razzista venga presto chiuso. Vogliamo inoltre che Capo Plaza sia al corrente di quello che accade durante i suoi concerti e provi a porvi rimedio», conclude il post.

Il direttore artistico del Marina Bay, Francesco Alberoni, ha esposto la sua posizione interpellato da “La Repubblica”: «Nessun razzismo, glielo assicuro, all’interno del locale c’erano anche ragazzi di colore. Quei ragazzi rimasti fuori sono stati esclusi perché erano stati visti bere da bottiglioni giganti davanti al nostro locale o perché avevano già causato problemi. È una scelta fatta unicamente per la tutela di chi viene semplicemente a divertirsi», spiega.

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