C’è chi si ricorda alcuni brand per i jingle delle pubblicità e chi mente

“Piccolo spazio, pubblicità”, diceva Vasco in “Bollicine”. Alzi la mano chi non ha cantato almeno una volta mentre in tv passava lo spot della Cedrata Tassoni – lo stesso da oltre 50 anni, cantato anche da Mina. Bugiardi, lo sappiamo che la sapete a memoria. È normale, tranquilli, perché questa è la magia della pubblicità. Un concentrato di sogni e di tecniche in 30 secondi, fatte apposta per rimanere in testa, per non lasciare indifferenti, per rafforzare il messaggio pubblicitario, ma anche per cantare, appunto. Perché la musica ha avuto e ha tuttora un ruolo centrale negli spot, e di esempi ne abbiamo avuti a bizzeffe. Sia radio, che tv, e pure web, via.

Noi ci siamo concentrati sull’aspetto televisivo, quello che ha unito le generazioni più recenti, cresciute con dei motivetti che senza rendercene conto, ci sono rimasti nel cervello e quindi hanno fatto bingo. Negli ultimi tempi, c’è chi ha rispolverato addirittura alcune di queste canzoncine per dei trend sui social. E così in un attimo i jingle della Grissin Bon o delle Lelli Kelly sono diventati virali e di nuovo sulla bocca di tutti. È la dura legge dei meme, ma anche del marketing.

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