L’approccio di Michael Rider da Celine, ormai, abbiamo imparato a conoscerlo: abiti desiderabili, capaci di infondere gioia attraverso il colore e le silhouette, ma che allo stesso tempo non ci fanno mai dimenticare che stiamo guardando una sfilata di Celine e di nessun altro. Un’identità che Michael Rider costruisce attraverso gli abiti, certo, ma anche attraverso tutto ciò che li circonda. A partire dai set, sempre profondamente reali, lontani dall’idea di una moda sospesa in una dimensione irraggiungibile. Questa volta la passerella si sviluppa all’interno di una grande struttura bianca sormontata da un tetto in paglia, come una casa estiva essenziale che anticipa già lo spirito della Summer 27. O anche gli scatti pubblicati sui social subito dopo la sfilata, dove non appaiono i classici look frontali della passerella ma scatti in movimento e dettagli, dove non è importante il look ma l’autenticità che trasmette.


Per la Summer 27 Michael Rider sceglie ancora una volta quell’autenticità e ancora una volta, infatti, è una ventata d’aria fresca. Forse più formale rispetto alle collezioni precedenti, ma mai rigida. Sfilano completi sartoriali leggeri dalle proporzioni rilassate, giacche portate come abiti, pantaloni morbidi e silhouette allungate, insieme a lunghi dress neri essenziali stretti in vita da maxi cinture dorate. Il bianco diventa protagonista di completi e tailoring estivo, mentre il beige, il cammello, il navy e il nero costruiscono una palette apparentemente classica che viene improvvisamente interrotta da rosso acceso, rosa shocking e blu elettrico. Accanto ai monocromi arrivano poi stampe floreali, motivi grafici e abiti più leggeri, che rompono ulteriormente la compostezza del guardaroba.


Gli accessori da Celine non sono mai semplicemente un dettaglio, come le maxi cinture con fibbie scultoree dorate, le borse portate sotto il braccio o lasciate cadere naturalmente sulla spalla, mentre occhiali da sole, stivali, décolleté e piccoli dettagli di styling rendono ogni look personale. Persino quando la costruzione è rigorosa, c’è sempre qualcosa che sembra leggermente fuori posto nel modo giusto, come una cintura portata bassa, una giacca aperta, una borsa stretta al corpo, una spalla lasciata scoperta.


In poche parole, Michael Rider non crea dei nuovi personaggi, ma un guardaroba abbastanza forte da poter appartenere a personaggi diversi. C’è chi indossa un completo, chi un abito nero, chi sceglie il colore, chi preferisce una giacca di pelle o una stampa. Tutti sembrano arrivare da posti differenti eppure, quando iniziano a camminare, appartengono allo stesso mondo.
[📸 Instagram: celine; Courtesy of Celine]