Quello che sta succedendo a Hollywood ha una portata epocale, e sicuramente diventerà materiale per una pellicola da Oscar. Non a breve però, visto che per il momento gli Studios sono fermi. Da ieri, giovedì 13, è iniziato lo sciopero degli attori di Hollywood, il più grande da quarant’anni.
In un comunicato, il sindacato degli attori “SAG-AFTRA” ha annunciato l’interruzione immediata delle attività per 160mila interpreti. La prima “rappresentazione sugli schermi” dello sciopero si è tenuta alla presentazione a Londra di “Oppenheimer”, di Christopher Nolan, con i membri del cast che se ne sono andati dal tappeto rosso. In conferenza stampa il regista ha spiegato: “Sono andati a scrivere i loro cartelli di protesta”.
Ma perché si è arrivati a questo punto? Perché non si è trovato un accordo tra il SAG-AFTRA e le case di produzione per la rinegoziazione del contratto collettivo degli attori. Le richieste del sindacato sono: la garanzia che i software di IA non rimpiazzino i veri attori; migliori condizioni di lavoro; la revisione del sistema di calcolo per i compensi. Oggi infatti questo si basa su quante volte un film viene replicato al cinema o in televisione, ma il concetto stesso di “replica” non esiste più con le piattaforme di streaming.
E adesso quindi che succede? Bella domanda, nessuno ha ben chiaro fino a che punto si arriverà. Lo sciopero degli attori si è aggiunto a quello degli sceneggiatori, iniziato a maggio, e il rischio è che Hollywood possa fermarsi completamente. Le proteste degli sceneggiatori avevano già bloccato la scrittura di nuovi copioni ma ora, con gli attori più importanti iscritti al sindacato, un enorme numero di produzioni verrà bloccato. Non solo: gli organizzatori di festival internazionali come quello di Venezia stanno sudando freddo, perché lo sciopero prevede che gli interpreti non partecipino alla promozione dei film, quindi niente interviste o apparizioni varie. E senza star di Hollywood si perderà parecchio “glamour”.