Coachella Festival: da quando sta diventando poco interessante?

C’è stato un momento, tra i dieci e i quindici anni fa, dove quasi ogni persona di un’età compresa tra i 18 e i 30 anni desiderava partecipare al Coachella Festival. Sarà perché su quei palchi si sono esibite alcune tra le voci più importanti dell’ultimo ventennio, sarà per il clima di libertà stile Woodstock che sembrava ispirare quella terra selvaggia e assolata nella Valle dell’Indio, sarà per l’altissimo numero di celebrities hollywoodiane che ogni anno prendono parte al festival, sarà perché a un certo punto è diventato anche una tendenza, con il cosiddetto “Festival look”, un mix di hippie e boho chic con qualche incursione sportswear e vintage, fatto sta che il Coachella è riuscito per più di vent’anni a catalizzare l’attenzione e a conquistare l’assoluto primato dei festival musicali. Ma cosa è successo ultimamente?

Già lo scorso anno era stato il primo in undici anni a non registrare il tutto esaurito per entrambi i weekend, mentre quest’anno ci è voluto un mese per registrare il sold out per il primo weekend. Considerando che negli ultimi anni i biglietti sono andati esauriti in un periodo compreso tra 40 minuti e quattro ore, la domanda risulta lecita: il Coachella sta davvero perdendo la propria fama? A nulla sono servite le voci che vorrebbero anche Taylor Swift sul palco, perché a quanto pare il pubblico sarebbe molto deluso dalla line-up di quest’anno, che prevede tra gli altri Lana Del Rey, Tyler The Creator, Doja Cat e persino una reunion del gruppo anni ’90 delle No Doubt.

Sin dall’anno di lancio nel 1999, il Coachella non ha semplicemente rappresentato un punto fermo per l’impatto culturale e musicale internazionale, ma anche un colosso in termini economici; nel 2019 il Festival americano ha incassato più di 114 milioni di dollari, mentre nel 2011 addirittura 704 milioni, oltre ad aver creato circa 5.000 nuovi posti di lavoro. Inoltre è sempre stato un ottimo mezzo per incrementare il turismo, dato che buona parte dei suoi partecipanti proviene dall’estero.

Secondo Vito Valentinetti, co-fondatore del sito web Music Festival Wizard, in un’intervista al magazine Newsweek, il problema è sicuramente economico. Coachella non è un festival che costa poco, in quanto la tariffa base parte da 599 dollari, a cui vanno aggiunte le spese di viaggio, del pernottamento, (in quanto il Festival a differenza di altri non dispone di una zona notte), del cibo e di tutto ciò che occorre per la durata del festival e non solo.

Un investimento decisamente esoso, soprattutto per i non americani e quindi per tutti coloro che dovrebbero volare fino a Los Angeles o a Palm Springs. Il Covid ha sicuramente ripristinato un ordine prioritario di cose in cui vale la pena investire, e sicuramente risulta difficile per un Gen Z potersi permettere un viaggio fino alla Valle dell’Indio per un festival musicale dove nulla è incluso nel prezzo. Da qui la preferenza, da parte di molti giovanissimi, di partecipare a festival più piccoli e indipendenti, con line-up artistiche ricercate e costi accessibili.

Secondo John Rostron, l’amministratore delegato dell’Association of Independent Festivals, il Coachella avrebbe perso di credibilità anche per la patina fin troppo superficiale degli ultimi anni, diventando un Festival frequentato non tanto per la musica o per la voglia di divertirsi e vivere un’esperienza unica, quanto per una mera questione di “visibilità”, a discapito della veridicità del progetto, così come era nato all’inizio. Il Coachella è infatti diventato anche una meta ambitissima di influencer e content creators, nonché di personaggi di ogni genere la cui passione per la musica era decisamente l’ultima motivazione per prendere parte all’evento; se a questo aggiungiamo l’inflazione massima degli sponsor, è giustificabile che molti estimatori abbiano storto il naso davanti ai risvolti del Festival degli ultimi anni, colpevole di non aver preservato l’allure originale.

Sempre Rostron ha spiegato a Newsweek che i giovanissimi non si sentono più così a proprio agio nelle maxi folle, altra conseguenza della solitudine da pandemia, e che preferiscono ambienti più intimi e ristretti; un discorso simile anche per il consumo di alcolici, superato da healthy drinks e bevande analcoliche, che stanno via via prendendo sempre più estimatori.

Il Coachella dovrà dunque rivedere le proprie modalità per stare davvero al passo con i tempi e restare ancora in piedi?

[📷 Instagram: Coachella]

Tags: Coachella Festival