Come la musica techno contribuì a riunire la Germania dopo la caduta del muro di Berlino

C’era un tempo, nemmeno troppo lontano, in cui la Germania non era una, ma era divisa. Est e Ovest, Unione Sovietica da una parte e potenze occidentali dall’altra. Così simili, ma così diversi. Fu il 1949 l’anno in cui la storia consegnò la divisione di un Paese e di una capitale, ovvero Berlino. Un muro, a separare le due zone, diventò il simbolo della Guerra Fredda tra Stati Uniti e URSS. Beh, facendo un rapido flash forward, quel murò cadde. Ma solo dopo decenni, nel 1989.

Ma alle immagini del muro che veniva giù, c’erano anche quelle di due parti della città differenti. E voi direte, in tutto questo la musica techno che c’entra? C’entra perché è proprio in quelle crepe della città che la scena musicale nascente si è infilata, contribuendo a lenire le ferite e riunendo due popoli divisi sotto una cassa dritta. Una coincidenza, dicono alcuni, perché non è Berlino, né tanto meno la Germania ad aver visto nascere il genere, quanto Detroit, negli USA. Ma fu con la caduta del muro che gli edifici abbandonati, le stazioni ferroviarie e le centrali elettriche si riempirono, trasformandosi in club per rave.

Quelli che adesso sarebbero vietati in Italia, all’epoca unirono generazioni ben prima della riunificazione del 1990. D’improvviso tutti insieme liberi per la prima volta di ballare tutta la notte. Dimitri Hegemann, che ha fondato uno dei locali più famosi, il “Tresor” a Berlino Est, al Guardian ha detto: «Dopo la caduta del muro di Berlino, la techno ha trasformato la città di Berlino». Ma perché? «È diventata un rifugio per le persone emarginate, e c’è un’attrazione naturale per Berlino come luogo più permissivo quando si proviene da luoghi meno permissivi», ha spiegato nel 2021 il dj Peter Kirn all’Observer. È tutto qui. È per questo che Berlino abbraccia ancora tutti coloro che trovano nella techno un tetto sotto cui sentirsi liberi. Al Berghain, al Tresor o al Sisyphos. È anche per questo che l’Unesco e il Ministero della Cultura tedesco hanno aggiunto pochi giorni fa la scena techno di Berlino alla lista del patrimonio culturale immateriale del paese. Perché questa è la dimostrazione di ciò che una musica può fare.

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