Comune di Milano rifiuta di esporre la statua dedicata alla maternità di Vera Omodeo in una piazza

Una scultura in bronzo a grandezza naturale in cui viene ritratta una donna che tiene in braccio il figlio e lo allatta. È l’opera realizzata da Vera Omodeo, scomparsa da pochi mesi, che, secondo quanto riporta “La Repubblica”, i figli volevano donare alla città di Milano affinché fosse esposta in piazza Eleonora Duse, vicino al quartiere Porta Venezia. La proposta, però, a quanto pare non ha ricevuto una risposta positiva. Perché il Comune di Milano ha detto no alla proposta della famiglia della scultrice.

Come riportato dal quotidiano, la Commissione di esperti «incaricata di valutare le proposte di collocazione di opere d’arte negli spazi pubblici di Milano», ha dato parere negativo «sia per la tipologia dell’opera proposta, sia per la posizione», si legge nel verbale pubblicato da “La Repubblica”. La motivazione ha sicuramente fatto discutere perché secondo la commissione, la scultura rappresenta «valori certamente rispettabili ma non universalmente condivisibili da tutte le cittadine e i cittadini, tali da scoraggiarne l’inserimento nello spazio pubblico». E per questo il suggerimento degli architetti è di donarla a un istituto privato, come un ospedale o un istituto religioso, affinché sia valorizzato maggiormente «il tema della maternità, qui espresso con delle sfumature squisitamente religiose».

Familiari e associazioni, vicine al progetto, hanno risposto al Comune. La figlia Serena Omodeo-Salè si chiede «quali siano i messaggi e i valori non condivisibili: essere donna? Allattare? Partorire?», riporta ancora il quotidiano. Per la figlia la statua è del tutto priva di riferimenti religiosi e, a quanto si legge nell’articolo, come il resto della famiglia, non procederà a una donazione «se la statua non sarà collocata in luogo visibile alla cittadinanza».

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