Vedendo l’invito alla sfilata Spring Summer 2026 di Courrèges, un paio di occhiali da sole scuri, c’era da aspettarselo: l’ambiente si sarebbe riscaldato. E così è stato. Courrèges è un brand che gioca con il presente, con le tendenze e con la desiderabilità immediata, costruendo capi che non ambiscono a essere eterni ma che sanno regalare l’ebbrezza di un momento in cui ci si sente contemporanei e irresistibilmente cool. Questo approccio non è lontano da quello del fondatore André Courrèges, che negli anni Sessanta seppe leggere il suo tempo e proiettarlo nel futuro con la sua Space Age: le famose linee “A”, geometrie minimali, materiali innovativi che riflettevano la modernità e la corsa allo spazio. La sua formazione da ingegnere civile e pilota per l’aeronautica francese lo aveva abituato a pensare in termini di rigore, funzionalità e slancio visionario; la moda, per lui, era stata un sogno a lungo custodito in un cassetto, trasformato poi in realtà grazie alla capacità di immaginare un domani diverso.
Nicolas Di Felice oggi raccoglie quell’eredità e la traduce in un linguaggio che non guarda più alle stelle ma al sole, non allo spazio ma a un’energia vitale che cresce e arde. Con la Spring Summer 26 presentata alla Paris Fashion Week, il direttore creativo ha scelto di trascendere l’ordinario mettendo in scena un’ascesa solare con una collezione che cresceva di intensità come le fasi del sole. Lo spazio quadrato della maison è stato trasformato in un cerchio da Rémy Brière e Matière Noire, un gesto che richiama l’idea di ciclicità e movimento continuo, mentre il compositore parigino Erwan Sene ha scandito il ritmo con una colonna sonora ipnotica che ripeteva “the sun rises”, guidando il pubblico attraverso un aumento progressivo delle temperature, dagli inizi gelidi ai finali incandescenti.
A 22 gradi, la temperatura iniziale, il gelo è palpabile e si riversa su look che coprono completamente il volto in tonalità del verde e del blu navy, top trasparenti, gonne leggere e berretti velati; a 24 gradi, i costumi da bagno si fondono con pantaloni a scacchi, capispalla in pelle e calzature ibride, segnando una transizione urbana e versatile; a 26 gradi il sole di mezzogiorno illumina bomber cut-out, completi coordinati e abiti fluidi, dove la sensualità è filtrata da un rigore strutturale; infine a 30 gradi il calore esplode con abiti strutturati che coprono i volti delle modelle come visiere.
La SS26 di Courrèges dimostra come l’utilitywear possa farsi inaspettatamente sexy, tra silhouette aderenti ma strutturate, simmetrie, trasparenze calibrate e cut-out funzionali che decorano senza inutili eccessi, mentre la palette accompagna la narrazione “termica” dal nero e blu più profondi verso cromie progressivamente più calde. Gli accessori completano il racconto attraverso scarpe tra stivali, ballerine e sabot rasoterra, cinture sottili che segnano la vita bassa e bracciali gladiatore che trasformano le modelle in creature metropolitane dal fascino alieno. In questo viaggio dal fresco all’incandescente, Di Felice non si limita a evocare lo spirito originario della maison ma lo rilegge con un immaginario che sembra ereditato direttamente dal fondatore: se negli anni Sessanta Courrèges portava la moda nello spazio, oggi la sua eredità ci riporta al sole, a un calore che avvolge, brucia e si trasforma in desiderio.
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