L’estate sta volgendo al termine, e come ogni bella stagione che si rispetti, non può trascinare con se tutta una serie di trend virali che, nella maggior parte dei casi, finiranno nel dimenticatoio nell’arco di qualche settimana. Tuttavia si sa, le tendenze prima di evaporare sono fatte per essere vissute fino in fondo, quindi perché non godere delle ultime giornate di dresscode, canzoni e parole tormentone degli ultimi tre mesi? E mai come durante l’estate 2024, proprio le parole hanno avuto un ruolo fondamentale per descrivere un certo tipo di attitude. Parole sconosciute ai più ma che oggi sono entrate a far parte nel nostro lessico quotidiano. Quindi, bado alle ciance: potrà un’estate iniziata sotto il segno di “Brat” concludersi sotto il segno di “Demure”?
Anche se possono sembrare due parole prive di senso, la maggior parte delle persone sa benissimo di cosa si sta parlando. “Brat” è stata senza dubbio la parola della stagione, coadiuvata dall’album omonimo di Charli XCX; un’estetica, un lifestyle, un approccio che ci vorrebbe liberi di essere esattamente come si è, di essere naturalmente ribelli, di mostrarsi con annesse e connesse fragilità e difetti per quella che è l’assolutamente imperfetta natura umana. Il tutto condito da look sexy ma mai troppo artefatti, a metà tra una ragazzaccia problematica e la migliore amica con cui trascorrere piacevoli serate alcoliche.
Ma se la parola a tinte verde acido sembrava essere la regina incontrastata del momento, ecco sorgere, come un inaspettato temporale di fine estate, un nuovo “word trend” pronto a spodestarla. Stiamo parlando della parola “Demure”, che sta ultimamente diventando virale sui social, spesso accompagnata dall’intera frase “very demure, very mindful”. Ad aver pescato questa nuova definizione, sconosciuta anche agli stessi anglofoni, ci ha pensato la content creator beauty Jools e Lebron, che dai propri canali TikTok ha propagato questa nuova attitude. Letteralmente, la parola “Demure” significa “modesto, rispettoso, maturo”. Insomma, un pò l’opposto della “Brat Culture” che inneggia alla libertà di espressione e ad un certo menefreghismo delle convenzioni.
Ovviamente i social sono impazziti, e sul web si rincorrono i confronti tra le due parole virali. Marilyn Monroe è brat, Audrey Hepburn è demure. Essere sempre in ritardo anche se si prende un Uber è brat, organizzare la propria agenda con scrupolo è demure. Due calici di prosecco e dell’acqua tonica per essere sempre idratati è demure, il Negroni è brat. Charlotte York è demure, Samantha Jones è brat. Perseguire una relazione stabile e duratura è demure, le “situationship” senza fine sono brat. Si potrebbe andare avanti all’infinito con queste categorizzazioni che, seppur apparentemente divertenti, ci devono anche far pensare.
Innanzitutto, accettiamo il fatto che non esiste nessun essere umano al mondo “completamente demure” o “completamente brat”. E per fortuna aggiungeremmo. Cercare di sforzarsi a tutti i costi per incasellarsi in una categoria solo perché questa fa tendenza, è un atteggiamento completamente distorto e soprattutto irrealizzabile concretamente. Con una sana dose di ironia e spensieratezza estiva, sarebbe bene approcciarsi a certe categorizzazioni limitanti con lo stesso approccio con cui si gioca alle parole crociate sotto l’ombrellone. Siamo tutti un pò demure, e siamo tutti un pò brat, è bene saperlo. Si può essere estremamente saggi e responsabili in determinati contesti, e lasciarsi andare a qualche follia e ad un sano menefreghismo in altri.
La vita, per sua stessa natura, porta con se un’altissima percentuale di imprevedibilità, e le persone reali, a differenza dei personaggi delle serie tv che devono, per necessità di copione, avere una caratterizzazione estremamente specifica, sono fin troppo multi sfaccettate e poliedriche per definirsi in un’unica parola.
Tra Brat e Demure, scegli comunque di essere te stesso, con tutta l’imprevedibilità che comporta vivere una vita da essere umano. Non c’è nulla di meglio al mondo.
[📷 IPA]