Diffamazione: un nuovo emendamento alla legge sulla stampa prevede fino a 4 anni e mezzo di reclusione per i giornalisti

La diffamazione da parte della stampa verrà punita con reclusione o multe. È stato infatti introdotto un nuovo articolo, il 13-bis, alla legge sulla stampa – ovvero la legge n. 47 del 1948 -, a seguito degli emendamenti presentati dal relatore Gianni Berrino al ddl sulla diffamazione. La pena per i cronisti potrà variare da 1 a 3 anni di carcere, i quali potranno aumentare da un terzo alla metà «se si sa che l’offeso è innocente», o anche multe da 50mila a 120mila euro.

Come riportato dall’”Ansa”, l’articolo 13-bis recita: «Chiunque, con condotte reiterate e coordinate, preordinate ad arrecare un grave pregiudizio all’ altrui reputazione, attribuisce a taluno con il mezzo della stampa fatti che sa essere anche in parte falsi è punito con il carcere da 1 a 3 anni e con la multa da 50mila a 120mila euro. Se si sa che l’offeso è innocente la pena aumenta da un terzo alla metà, cioè fino a 4 anni e mezzo di carcere».

Nel 2021, a seguito del caso Sallusti, l’articolo 13 della legge sulla stampa era stato dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale proprio perché prevedeva pene detentive, ora reintrodotte nel nuovo 13-bis. 

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