Dior Haute Couture: la FW24-25 porta la cultura classica nel presente

Potremmo dire che le radici della cultura mediterranea, o forse di quella occidentale tutta, convergono tutte nella civiltà classica greca. Per certi versi gli antichi greci sono stati i padri e le madri di tutto. È li che nascono le arti, la filosofia, le lettere, l’astronomia, la matematica; è li che nasce l’idea della bellezza, la cultura del corpo, ma anche la nobile idea dell’amicizia, quella dell’amore. L’antica Grecia ci ha dato tutto quello che noi conosciamo oggi.

Maria Grazia Chiuri come sempre dimostra uno spiccato interesse per fondere tendenze artistiche insieme, e lo fa anche questa volta, per la sfilata Haute Couture FW2425 di Dior, tenutasi a Parigi questo pomeriggio 24 giugno 2024. Sebbene la maison sia francese, Maria Grazia Chiuri, che di origini è pugliese, sceglie spesso di promuovere la differenziazione culturale come valore aggiunto, in questo caso rispolverando le viscerali e ataviche radici della bellezza, che proprio nella Magna Grecia riscontra una prima dogmatizzazione e un’importanza mai vista prima. Inoltre, conferma nuovamente la passione per l’arte, scegliendo anche per questo show di ispirarsi a muse diverse; troviamo un’interessante conversazione con l’archeologa Christiana Mitsopoulou, curatrice della mostra al Museo del Louvre sull“Olympisme”, circa l’abbigliamento sportivo delle donne nell’antica civiltà greca. Ma anche gli splendidi mosaici romani che ritroviamo nella Villa Romana del Casale in Sicilia, altra importante ispirazione per la collezione; così come i mosaici pop e contemporanei di Faith Ringgold, artista di Harlem, scomparsa lo scorso aprile 2024.

Proprio la scenografia della sfilata rimette in scena le opere della Ringgold, con una fedele riproduzione delle sue opere da parte degli artigiani dell’organizzazione no-profit “Chanakya School”. La sfilata si apre con un tripudio di bianco nella più autentica tradizione del “Peplum dress”: abiti lunghi e drappeggiati, plissettati, lineari e complessi, cangianti, multiformi, con gonne verticali e scanalate che richiamano le colonne doriche. L’arte classica dopotutto è sempre stato un grande punto di riferimento per la moda, basti pensare a Madame Vionnet che ne ha fatto un tratto imprescindibile delle proprie creazioni. Gli abiti lunghi sono inframmezzati da look composti da micro bodysuit preziosissimi: ci vengono immediatamente in mente figure mitologiche come Artemide e le amazzoni, ma anche il ginnasio, ovvero le palestre dove i giovani si allenavano nell’Antica Grecia. I sandali sono iper flat e sono alla schiava; le cinture rappresentano un elemento coerente e costante della collezione, ora utilizzate solo come esercizio di stile, dettaglio, ora nella loro piena funzionalità.

Troviamo il nero, minimale e sensuale, con dettagli cut-out che lasciano la schiena nuda; troviamo i tessuti preziosi, quelli cangianti, luminescenti, negli abiti monospalla ma anche nei capospalla. Il tutto, nella più sofisticata linearità, conferisce un certo dinamismo, dato proprio dall’utilizzo di tessuti così poliedrici, versatili, leggerissimi eppure potentissimi. Il finale vede il trionfo delle nuances sabbia, oro, nude, tra abiti trapezio midi dalla silhouette morbida, a bodysuit iper strutturati con effetto plumage da vera divinità, ma anche il classico scintillio di abiti impalpabili ma iper glamour, perfetti per raccontare una storia che dall’antichità resta ancora quanto mai attuale.

Tra gli ospiti presenti allo show troviamo Jennifer Lopez, Laetitia Casta, Beatrice Borromeo, Deva Cassel e Doja Cat.

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