Donald Trump incriminato per l’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021: tra i capi d’accusa anche quello per cospirazione

Donald Trump è stato incriminato per la terza volta. Dopo essere stato accusato di aver pagato il silenzio della pornostar Stormy Daniels con fondi della campagna elettorale, e dopo l’incriminazione per i documenti top secret portati via dalla Casa Bianca e conservati nella villa di Mar-a-Lago, in Florida, l’ex presidente è stato ufficialmente incriminato a Washington per il ruolo avuto nell’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021. In quell’occasione, aizzata dalle continue accuse di brogli elettorali sostenute da Trump, una folla di suoi sostenitori assaltò il Congresso degli Stati Uniti e altre sedi istituzionali di Washington.

Il Gran Giurì federale ha ritenuto valide le prove raccolte dal procuratore speciale Jack Smith, inserendo nell’atto di incriminazione quattro capi di imputazione, tra cui quello per cospirazione ai danni degli Stati Uniti. Insieme all’ex presidente vengono citati altri 6 imputati.

Tutta la documentazione è stata consegnata al tribunale poco dopo le 17 del 1 agosto, ma già un’ora prima Trump aveva dichiarato: “Il pazzo Smith sta per incriminare di nuovo il vostro presidente preferito, il giorno dopo lo scandalo di Hunter Biden, il figlio di Joe, esploso in Congresso. Siamo un paese in declino”. Subito dopo la conferma dell’incriminazione approvata dalla giudice Moxila Upadhyaya, il tycoon ha commentato la notizia parlando di “interferenza elettorale” e “caccia alle streghe”.

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