Elodie makes pop music a San Siro great again

Sono sogni, a volte, oppure obbiettivi un po’ lontani. Quelli che pochi riescono a prefigurarsi perché poco sicuri o perché già sconfitti in partenza. Pensate per un artista qualsiasi, che fa musica, cosa vuol dire immaginare di poter arrivare un giorno a San Siro. Non per vedere una partita del Milan o dell’Inter, ma per avercelo a disposizione per una notte, lunghissima, in cui festeggiare insieme al proprio pubblico e cantare le canzoni di una vita. Chissà Elodie, nella sua testa, come se lo era immaginato il primo San Siro della sua vita. Chissà se aveva paura o provava solo emozione. Quando ne parlava, mesi fa, le si illuminavano gli occhi solo a pensarci. Si immaginava un’esplosione, un boato da cui usciva fuori, ma anche un luogo sicuro dove far sentire a proprio agio la sua gente, il suo popolo. Ora andatele a dire che tutto questo è realtà e questo è il day after.

Elodie era lì per lasciare il segno e così è stato. In una domenica 8 giugno 2025, data che passerà alla storia per l’esordio nel tempio della musica, lo Stadio San Siro. Una prima volta che difficilmente si dimentica. Con la sua musica, con la sua gente, che ha cantato e ballato senza sosta in una lunga e afosa notte di giugno a Milano. Elodie è magnetica, erotica, galattica, audace; è una ragazza che ha realizzato il suo sogno, lavorando duro e mostrando di che pasta è fatta; è una cantante, ma soprattutto una performer. Tutte cose dimostrate nel suo show diviso in quattro atti, come il suo ultimo disco “Mi ami mi odi”, che ha regalato il meglio del suo repertorio in un luogo iconico, ma non solo.

I look della serata

Un countdown alle 21 è partito lasciando spazio a lei e al suo corpo di ballo che hanno alzato ulteriormente la temperatura dentro San Siro. In visibilio per le sue hit, già diventate “instant classic”, ma anche per le coreografie studiate nel minimo dettaglio e per i suoi look. A partire da quello firmato da DIESEL, un custom made in total denim con cristalli, con boots muccati di Amina Muaddi, sfoggiato nell’opening dello show, per poi passare al primo atto dei quattro vissuti durante la serata, ovvero “Audace, firmato da ROBERTO CAVALLI BY FAUSTO PUGLISI, costituito da una catsuit aderente con la stampa jaguar skin, abbinata a un corsetto coordinato, impreziosito da chiusure con ganci e decorazioni di cristalli. Le scarpe sono Casadei realizzate appositamente matching con il look. Viene dalla collezione SS25 di THE ATTICO, invece, il minidress interamente realizzato da perline indossato durante il secondo atto “Galattica”, insieme a un set di lingerie fleur du mal e a un sandalo oro Jimmy Choo. Per poi arrivare a “Erotica”, dove con “Pop Porno” de Il Genio, Elodie ha inaugurato il terzo atto, scegliendo un corpetto strutturato di MUGLER, stivali lucidi custom made by Jimmy Choo.

E a un abito bianco custom made ricoperto da cristalli in degradè, by AMIRI, oltre alle décolleté bianche con cristalli di Jimmy Choo, protagoniste nel quarto e ultimo atto “Magnetica”. L’ultimo look della serata è invece di Fendi, composto da un body in pelle con dettagli FF metalliche e matching stivali cuissardes. A impreziosire le scelte stilistiche ci ha pensato APM Monaco, di cui Elodie è brand ambassador, che ha dato ulteriore luce ai look dell’artista romana, a partire dagli eleganti orecchini punto luce sfoggiati nell’opening, fino alla collana con croce custom made e all’anello – anteprima per Elodie della collezione in uscita a settembre di APM -, fiore all’occhiello dell’outfit del quarto atto. Ma anche Calzedonia che ha firmato il completo lingerie black and white, nelle visuals sugli schermi dello Stadio.

Da “Tribale”, brano che ha dato il via alle danze, a “Black Nirvana”, “Vertigine” e “Bagno a mezzanotte”, brano conclusivo dello show che ha conquistato tutti e tutto. Nel mezzo le guest star. Achille Lauro, con cui ha replicato il duetto sanremese rendendo Milano un po’ più una “Folle Città”, a bordo di una “Rolls Royce”; Gianna Nannini, con cui ha dato vita a una coppia di cui non sapevamo di aver bisogno, facendoci scoprire di nuovo l’“America”; l’amica Gaia, che ha aperto il suo tour passato nei palasport, e con cui ha deciso di “chiamare” a raccolta tutto lo stadio; e la magnetica Nina Kraviz, dj di fama internazionale. Un San Siro vibrante che le ha cantate tutte, esplodendo anche sulle note di “Tutta colpa mia”, primo brano portato a Sanremo dall’artista romana, con cui ha recentemente fatto pace. O sugli altri brani portati al Festival, come “Andromeda”, “Due” e l’ultima “Dimenticarsi alle 7”. 

Due ore e mezza abbondanti e indimenticabili che hanno in un colpo solo fatto dimenticare il resto. Ma non il filo conduttore comune della serata: ovvero la gioia di stare insieme, in un luogo sicuro che accoglie tutti. Liberté, Égalité, Fraternité. Non è la rivoluzione francese, ma quella italiana di Elodie. Che se l’era sognata proprio così questa notte, molto probabilmente. O comunque ci siamo andati vicini. Un antipasto succosissimo di ciò che atterrerà a Napoli, per la seconda data allo Stadio Diego Armando Maradona, il prossimo 12 giugno, dove sarà la prima donna in assoluto a esibirsi con un suo show. Intanto, se siete tra i fortunati presenti ieri sera, siete stati tutti testimoni di un passaggio cruciale della musica italiana: perché Elodie ha reso grande il pop. Ancora.

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