Era già previsto tutto o forse niente: la “Parthenope” rara e sfuggente di Paolo Sorrentino

“Era già previsto tutto” cantava Riccardo Cocciante. Ma di previsto nella vita c’è poco. Una persona che decide di andarsene, una scelta professionale, una risposta a domande tanto semplici quanto giganti. Quelle che pone Paolo Sorrentino nel suo nuovo film, con al centro la bellezza inimitabile della “sua” Napoli. O Parthenope. Un nome, una città, una ragazza, una donna, una sirena o una dea.

Sfuggente, ma curiosa, “determinata e svogliata”, seduttrice e sedotta. Nel film del regista c’è il mistero di una città, narrata attraverso la vita di una donna – interpretata da Celeste Della Porta prima e da Stefania Sandrelli poi – che celebra la bellezza muliebre, l’estasi ricorrente della giovinezza, con i suoi amori illusori e le sue insicurezze, ma anche lo smarrimento e tutte quelle domande a cui è impossibile dare delle risposte, che probabilmente non arriveranno mai. Ma che comunque cerca nelle varie figure che scorge nel suo percorso. Dal professor Marotta (Silvio Orlando) allo scrittore John Cheever (Gary Oldman) o ancora le dive “decadenti”, Flora Malva (Isabella Ferrari) e Greta Cool (Luisa Ranieri), fino al vescovo (Peppe Lanzetta). Se la vita resta un grande mistero, a Napoli vale doppio. La città non cerca di svelarlo, ma ne fa tesoro, come quello prezioso di San Gennaro, e lo conserva nella sua stasi perpetua tra mito e realtà, tra amare troppo o troppo poco.

Concetti riassunti anche negli abiti. Dai costumi da bagno colorati, alla sensualità più consapevole, che ha il suo battesimo in una notte a Capri, dove Parthenope si lascia ammirare vestita di stelle, in un sequin mini dress. Fino ad arrivare ai completi sartoriali, durante l’università, che si alternano alla necessità di evadere e sedurre. Come nella vestizione profana, con i gioielli opulenti di San Gennaro, per un tripudio di erotismo esoterico. «A cosa stai pensando?», le viene chiesto più volte nel film. A tutto o forse a niente. D’altronde una risposta assoluta forse non c’è. La vita, in fondo, è un mistero e come tale va apprezzata. E quelle che ci rimangono tra le mani spesso non sono verità, ma dubbi.

[📸 Courtesy of PUNTOeVIRGOLA / ©️ Gianni Fiorito]

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