Ci sono brand che diventano parte della storia della bellezza e poi ci sono quelli che quella storia contribuiscono a scriverla. Estée Lauder appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Nel 2026 la maison celebra 80 anni dalla sua fondazione, ma dietro il nome che oggi conosciamo in tutto il mondo c’è soprattutto una donna, una visione e una capacità incredibilmente istintiva di capire cosa le donne avrebbero voluto ancora prima che lo sapessero.
Dalla cucina di casa a New York

Josephine Esther Mentzer, per tutti Estée, cresce nel Queens, a New York, e si avvicina al mondo della cosmetica molto prima di trasformarlo nel proprio mestiere. A introdurla alle formule per la cura della pelle è lo zio ungherese, che realizza creme prima nella cucina di casa e poi in un piccolo laboratorio. Estée impara a riconoscere gli ingredienti, a lavorare sulle formulazioni e soprattutto a comprendere quanto fosse importante il modo in cui un prodotto veniva presentato e utilizzato.
È un’intuizione che diventerà il centro della sua idea di bellezza: non limitarsi a vendere un prodotto, ma creare un’esperienza intorno a quel prodotto. Quando negli anni ’30 comincia a proporre le proprie creme nei saloni di bellezza, Estée non aspetta che siano le clienti ad avvicinarsi ma è lei stessa a mostrare come applicarle, a spiegare le formule, a osservare le reazioni e a costruire un rapporto diretto con chi ha davanti. È un approccio estremamente personale che negli anni diventerà uno dei tratti distintivi dell’azienda.
Poi arriva il 1946 e insieme al marito Joseph Lauder, Estée fonda ufficialmente il brand che porta il suo nome, partendo da appena quattro prodotti skincare. La crescita è graduale, ma già l’anno successivo arriva un ordine da Saks Fifth Avenue da 800 dollari. È il primo segnale che quella piccola realtà nata dall’intuizione di una donna può diventare qualcosa di molto più grande.
Una nuova idea di bellezza


In un’epoca in cui il marketing della cosmetica era ancora lontano dalle strategie che conosciamo oggi, Estée comprende il valore del passaparola, della relazione e della presenza fisica. Il suo celebre “Telephone, Telegraph, Tell a Woman” racconta perfettamente questa filosofia: una donna soddisfatta di un prodotto sarebbe diventata la sua migliore ambasciatrice. Anche il packaging diventa parte del racconto: il caratteristico turchese delle confezioni viene scelto per evocare eleganza e lusso, ma anche per armonizzarsi con gli interni delle sale da bagno.
Nel 1953 arriva una nuova svolta con Youth-Dew: una fragranza nasce come olio da bagno profumato, ma l’idea alla base è molto più grande del prodotto stesso. Estée capisce che il profumo non deve necessariamente essere qualcosa che una donna riceve in regalo. Può sceglierlo e comprarlo per sé. Youth-Dew rende così la fragranza più accessibile, quotidiana e personale, contribuendo a modificare le abitudini delle consumatrici e diventando uno dei prodotti simbolo della maison.
Lo stesso principio accompagna il brand nella sua espansione. Estée è presente nelle aperture dei nuovi store, incontra personalmente le beauty consultant e continua a mantenere un rapporto diretto con clienti, buyer e giornalisti. La sua idea di impresa passa anche da questo: conoscere da vicino le persone per cui sta costruendo il brand.
Una donna, una città, una visione

E poi c’è New York, una presenza costante nel suo immaginario. La città, con la sua energia e il suo intreccio di moda, arte, architettura e cultura, diventa una fonte inesauribile di ispirazione. Estée guarda al mondo che la circonda e lo porta dentro la propria visione della bellezza.
Non è un caso che nel corso degli anni il suo nome finisca per andare ben oltre la cosmetica. Arrivano riconoscimenti internazionali, tra cui la Legion d’Onore francese, e importanti iniziative filantropiche e culturali. Ma il suo lascito più significativo resta quello di aver dimostrato che anche una donna può costruire un’azienda destinata a diventare un punto di riferimento globale in un settore ancora fortemente dominato dagli uomini.
Estée Lauder si ritira nel 1995 e scompare nel 2004. Il brand, però, continua a crescere. Oggi è presente in oltre 150 Paesi e opera in un mondo della bellezza profondamente diverso da quello in cui Estée aveva iniziato. Eppure, guardando alla sua storia, alcune intuizioni sembrano sorprendentemente attuali: parlare direttamente alle persone, creare un legame oltre il prodotto, trasformare la bellezza in un’esperienza e avere il coraggio di immaginare nuove regole.
Quarant’anni di ricerca sulla notte
Ottant’anni dopo, quella visione continua a essere riconoscibile ogni volta che si nomina Estée Lauder, e si traduce in un brand che mette la scienza al servizio della bellezza. Da quarant’anni la ricerca si è espansa dedicandosi anche ai benefici del riposo notturno: quattro decenni durante i quali il brand ha studiato il modo in cui il sonno e i processi notturni della pelle possono influenzarne l’aspetto, traducendo queste conoscenze in formule sempre più avanzate.
Una ricerca che oggi prende forma in un pop-up nel cuore di Milano, chiamato Night Club “Written In The Stars”, che fino al 13 settembre 2026 trasformerà gli spazi di Foro Buonaparte 66 in un universo sospeso tra stelle, bellezza e scienza. Un percorso pensato per raccontare il legame tra il riposo notturno e la pelle, attraverso installazioni, esperienze beauty e momenti dedicati alla scoperta dei prodotti Estée Lauder.