Si conclude anche quest’anno la Mostra del Cinema di Venezia. Abbiamo seguito l’83ª edizione del Festival attraverso i red carpet dei suoi protagonisti, dagli attesissimi divi che hanno illuminato questa kermesse come Penélope Cruz e Javier Bardem, o ancora Robert Pattinson e anche una nuova “reunion” di Noel e Liam Gallagher in occasione del documentario degli Oasis, solo per citarne alcuni. Due settimane di cinema allo stato puro, di incontri, di persone e di tutto ciò che muove un settore che continua a mantenere la sua magia oggi come ieri. Abbiamo già visto, durante la cerimonia d’apertura, il premio alla carriera conferito a George Clooney, ormai un habitué del Festival che anche quest’anno con il suo charm da divo abbinato alla sua attitude ironica ha conquistato il pubblico, ovviamente al fianco della moglie Amal Clooney. Per quanto riguarda i film in concorso che hanno illuminato le sale di Venezia, è questa la sera in cui finalmente abbiamo scoperto i vincitori, decretati da una giuria internazionale d’eccezione presieduta da Maggie Gyllenhaal e composta da Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To.
Venice Immersive e Venezia Classic
La cerimonia di chiusura ha preso il via presentata dalla madrina di quest’anno Greta Scarano insieme a Nicolas Maupas, coppia che ha condotto anche della cerimonia d’apertura. Il primo premio assegnato è stato il Venice Immersive Achievement Prize, andato a Empire At Sea di Peter Flaherty, per proseguire con il Premio Speciale della Giuria Venice Immersive va a Out of the Ashes di Rory Mitchell e Nonny Peña. Si passa al Venice Immersive Grand Prize, assegnato a The Pigeon Ring di Yugi Zhang e Shixin Tao, mentre il premio per il Miglior Film Restaurato è andato a La Lunga Notte del ’43 per «la straordinaria capacità di dialogare con il nostro tempo».
La sezione Orizzonti
Grande curiosità per la sezione Orizzonti, dedicata alle nuove tendenze del cinema. A vincere il Miglior Cortometraggio è Quelques Instants de Bonheur (A Few Moments of Happiness) di Shaden Safieddine Tazi, mentre la Miglior Sceneggiatura se la sono aggiudicata Tommaso Landucci e Damiano Femfert per I figli della scimmia, il film con Riccardo Scamarcio sulla genitorialità, che a sua volta ha vinto il premio come Miglior attore. A essere premiata come Migliore attrice è invece Laleh Marzban per il film Moragheb (Falling House). Il Premio Speciale della Giuria è andato a La Maison du Vent di Auguste Bernard Kouemo Yanghu, mentre la Miglior regia se l’è aggiudicata Jacqueline Lentzou. Infine, il miglior film per la sezione Orizzonti è Un détour par Diane di Ann Sirot e Raphaël Balboni.
Venezia 83
La serata prosegue con il premio degli spettatori – Armani Beauty assegnato a Eu Contez (I Matter), la storia toccante di una giovane rom diretto da Alina Serban, mentre il Leone del Futuro, dedicato a un’opera prima, è stato assegnato a La Maison du Vent di Auguste Bernard Kouemo Yanghu, che si sono aggiudicati la seconda vittoria della serata. Si prosegue con il Premio Marcello Mastroianni per il miglior attore o attrice emergente, che se l’è aggiudicato Malou Khebizi nel film 15/18 (A Place to Heal) di Cédric Khan.
La Coppa Volpi per la miglior attrice è andata a Mathilde Arcel nel film Kvinde Ukendt (Woman Unknown) di May el-Toukhy, mentre per il corrispettivo premio al maschile è stato premiato John Malkovich per Wild Horse Nine di Martin McDonagh, che impegnato sul set ha ringraziato in un video messaggio. Il Premio per la Miglior sceneggiatura è andato a Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per il film Un Bon Petit Soldat di Stéphane Brizé. Il Premio Speciale della Giuria è invece stato per NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor.
Si prosegue con il Leone d’Argento per la miglior regia, assegnato a Ilya Khrzhanovsky per DAU, mentre il Leone d’argento gran premio della giuria è andato a Ga-Neung-Han Sa-Rang (Possible Love) di Lee Chang-dong.
E infine, il momento più atteso: il Leone d’oro per il miglior film. Il vincitore è Kvinde Ukendt (Woman Unknown) di May el-Toukhy, l’unica regista in gara da sola a Venezia, che ha presentato un film che parla di un passato che torna a presentare il conto e di una donna disposta a tutto pur di difendere la nuova vita che si è costruita. Marie sta per sposare Christian, il ricco vedovo per cui lavora come domestica e bambinaia, ma un segreto legato agli anni della guerra rischia di cambiare tutto: una relazione con un soldato tedesco che, nel caos del dopoguerra, potrebbe essere scoperta. Per conservare il posto che si è conquistata e diventare la signora della casa, Marie dovrà fare i conti con il proprio passato.
[📸 Getty Images]