Gatekeeping: cos’è e perché non ha sempre una connotazione negativa?

Il mondo può essere diviso tranquillamente in due mega momenti storici: l’era pre internet e l’era post internet. Se guardiamo indietro, prima dell’avvento del web e soprattutto dei social media, conoscere i segreti di beauty e stile dei personaggi famosi era qualcosa di pressapoco inaccessibile. Ogni tanto le star, quelle del cinema e della musica, rilasciavano brevissime interviste in cui dichiaravano di mangiare solo determinati alimenti per mantenere una pelle splendida, o degli straordinari benefici dello yoga, o, per dirlo alla Marilyn di “indossare solo qualche goccia di Chanel N.5” prima di andare a letto. Piccole pills rilasciate un pò qua e un pò la, ma senza mai svelare troppo; il mistero era alla base del celebrity system, un modus operandi che per generazioni ha tenuto alta l’attenzione sui personaggi proprio perché, per quanto imitabili, non lo erano mai del tutto e questo alimentava l’interesse e il “sogno” aspirazionale.

Ad oggi la tendenza è diametralmente opposta: non solo perché oltre alle celeb hollywoodiane le nuove star sono anche quelle dei social networks, percepite come molto più “vicine” al pubblico, ma anche perché tutti, molto famosi o meno famosi, attori e influencer, tendono a condividere gran parte della propria quotidianità, compresa la propria beauty routine, i propri look, e la propria sporty culture. Un lifestyle offerto alla mercé del vasto capitale umano che è quello online, che quindi ha tutti gli strumenti per poter letteralmente copiare i segreti delle proprie beniamine. Da affermate attrici premio Oscar come Gwyneth Paltrow, antesignana per certi versi con il suo Goop del format “celeb/influencer”, alle nuove leve e icone della GenZ come Hailey Bieber, che con i suoi make-up tutorial ha fatto impazzire mezzo mondo, intento a riprodurre la sua “Glazed Skin”, o Gabbriette che tra ricette e make up da Goth anni 2000 è considerata la nuova fashion icon dell’anno, non c’è nessuna che sembra poter fare a meno di condividere la propria vita, inducendo gli spettatori ad una sorta di costante atteggiamento di “adorazione/emulazione”.

Ma appunto, dove finisce l’uno e inizia l’altro? A tal proposito ultimamente si fa un gran parlare di “Gatekeeping”; letteralmente, per Gatekeeping si intende: “qualsiasi attività di regolamentazione all’accesso di una professione, un ambiente culturale o simili”. Il termine ha anche una connotazione negativa laddove si sottintenda che tale attività abbia scopo di selezione preventiva, esclusione di un determinato gruppo culturale, etnico o demografico, o semplicemente élitario. Ma se ci fosse anche una connotazione positiva in questa attitude? Cominciare a preservare, a preservarsi, cominciare a non svelare tutto, a “trattenere” letteralmente qualcosa per se.

Se questo processo di condivisione assoluta da una parte ha reso più accessibile l’entrata in contatto con realtà decisamente più privilegiate di noi, consentendoci di abbassare quella linea di demarcazione tra esseri umani, dall’altra ha forse favorito un processo di emulazione generale a discapito di una più autentica e libera affermazione ed espressione della propria personalità? Se compriamo tutti gli stessi lipgloss, indossiamo tutti le stesse scarpe, parliamo tutti con lo stesso slang, dove finisce la “tendenza” e inizia “l’omologazione”? Distinguere cosa è cool da cosa non lo è, se approcciato con la dovuta leggerezza e quel sano distacco, può essere divertente e semplicemente riferito ad un concetto di moda molto superficiale, che come tale va trattato; se al contrario subentra l’ossessione di dover indossare per forza una necessaria borsa, o abbracciare una determinata tendenza con tutta la fomo che ne deriva, allora può essere rischioso e decisamente contro producente.

Ora più che mai c’è bisogno di affermare la propria personalità, di non aver paura di esprimere se stessi, perché è quando si prendono dei rischi che avvengono dei cambiamenti reali all’interno di una società, cambiamenti destinati anche a rimescolare le carte in tavola di un sistema a tratti obsoleto e stagnante. Il nuovo non è mai stato frutto di omologazione, ma è sempre stata la conseguenza di un reale bisogno di auto espressione; un approccio adoperato dai più grandi artisti, cinefili, designer del passato e che ancora oggi dovrebbe essere da esempio per le nuove generazione. Auto preservarsi per rompere gli schemi, seguire se stessi prima di seguire il gregge. Questo è ciò di cui la società ha bisogno ora.

[📷 instagram: haileybieber]

Tags: Trend , Gatekeeping