Vent’anni senza Gianni Agnelli, imprenditore e viveur dallo stile ineguagliabile

Il 24 gennaio 2003 il mondo salutava “L’Avvocato” Gianni Agnelli, il John Kennedy italiano che, a colpi di orologi sul polsino e collezioni di auto sportive, si è cristallizzato per sempre nell’immaginario collettivo di una generazione. Senatore a vita ed ambasciatore di un’eleganza fuori dal tempo – e fuori dai canoni – Gianni Agnelli ha coniato su sè stesso un’ideale di stile amato e mai eguagliato, frutto della dolce vita italiana, del savoir faire aristocratico e dell’arte della seduzione. Raramente senza camicia e rigorosamente col capello lungo, l’imprenditore torinese è l’emblema dello stile spezzato che supera le mode e definisce una potente estetica individuale, che sovverte le regole della moda mainstream e scrive un nuovo, personalissimo modello di charme.

Dall’orologio sopra al polsino della camicia – una trovata geniale con cui lui stesso giocava – agli scarponcini casual in camoscio, fino all’abito solaro per gli eventi estivi, lo stile di Agnelli univa necessità a virtù e rappresentava gli ideali e i sogni di una generazione intera di italiani. Per alcuni arrogante ed inguaribile narcisista, per altri estremamente attento e comprensivo: Gianni Agnelli non conosceva la banalità e sfuggiva alla noia con delle piccole “sviste” di moda che, col passare degli anni, avrebbero fatto di lui una leggenda. Ripercorriamo i momenti di stile più emblematici di un uomo che è rimasto giovane fino all’ultimo giorno.

Vent’anni fa, il mondo perdeva un eccezionale imprenditore e un’icona di eleganza fuori dal comune. Gianni Agnelli ha rappresentato i sogni di un’intera generazione di italiani impersonando un ideale di stile irripetibile: dal famigerato orologio sul polsino ai comodi scarponcini scamosciati con i completi formali – indossati in seguito ad una rovinosa caduta sugli scii – “L’Avvocato” ha cristallizzato il concetto di una nuova moda maschile.

Da un lato lo scrupoloso imprenditore ai vertici della FIAT, prima militare e poi il senatore a vita. Dall’altro, un seduttore libertino con un’innata nonchalance. Gianni Agnelli giocava di contrasti e prediligeva, da sempre, uno stile “spezzato” e disinvolto. La camicia c’è sempre, ma il colletto è rigorosamente sbottonato, la cravatta è un po’ sbilenca e l’abito formale è il solaro in color sabbia, cangiante ed estroso.

Se i completi sartoriali di Gianni Agnelli ironizzavano con “sviste” di moda divenute dettagli inconfondibili, le sue mise per il tempo libero mostravano al mondo un viveur dalla personalità irriverente e mai banale. Dal denim su denim ai bomber smanicati, fino alle impeccabili tute da sci con tasche utility e il capello lungo e sbarazzino, a Gianni Agnelli tutto era permesso: l’importante era sorprendere con divertimento.

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