Gli attivisti di “Animal Rebellion” occupano i tavoli del ristorante dello chef Gordon Ramsay

Dopo le opere d’arte, gli attivisti puntano sui ristoranti di lusso. È quello che è accaduto nella serata di ieri, sabato 19 novembre, quando un gruppo di attivisti climatici di “Animal Rebellion” ha occupato i posti a sedere del ristorante tre stelle Michelin di Gordon Ramsay a Chelsea. L’obiettivo? Sensibilizzare alla “transizione verso un sistema alimentare a base vegetale” e denunciare le disuguaglianze economiche presenti nel Regno Unito. Entrati verso le 18:00, i membri del gruppo hanno occupato i tavoli, tenendo in mano un finto menu le cui voci illustravano i costi ambientali dei prodotti serviti nel ristorante.

«Siamo a un punto cruciale della crisi del costo della vita e dell’emergenza climatica. Le famiglie stanno lottando per pagare le bollette e i bambini vanno a scuola affamati in tutto il Regno Unito, mentre gli ultra-ricchi continuano a incassare profitti da far venire l’acquolina in bocca» si legge in una dichiarazione rilasciata da “Animal Rebellion” sui social.
«Un sistema alimentare a base vegetale richiede il 75% in meno di terreno agricolo per coltivare cibo, permettendoci di nutrire milioni di persone in più, senza la dipendenza dalle industrie di allevamento di animali».

Un portavoce del ristorante di Gordon Ramsay ha dichiarato: «Ognuno ha diritto alle proprie opinioni e convinzioni. Tuttavia, entrare con la forza in un ristorante, disturbare il personale laborioso che svolge il proprio lavoro e rovinare la serata agli ospiti che hanno aspettato mesi per le loro prenotazioni è incredibilmente inappropriato e profondamente irrispettoso».

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