Grammy, la canzone creata dall’IA imitando le voci di Drake e The Weeknd non può essere presa in considerazione per i premi

Gli ultimi giorni sono stati piuttosto caotici nella “music industry”, e tutto per colpa di un’intervista rilasciata il 7 settembre al “New York Times” da Harvey Mason Jr., CEO della “Recording Academy”. Il vertice dell’organizzazione fondata nel 1957 e famosa perché conferisce i Grammy Award, aveva infatti definito “Heart on My Sleeve”, la canzone generata dall’intelligenza artificiale imitando le voci di Drake e The Weeknd, come “assolutamente idonea” ad essere presa in considerazione per i Grammys.

Parole che hanno suscitato una forte reazione e che hanno reso necessaria una precisazione da parte di Mason Jr., arrivata con un video pubblicato su Instagram: “Devo chiarire alcune informazioni imprecise che stanno circolando” ha detto il CEO, chiarendo che: “Questa versione di ‘Heart on My Sleeve’ che utilizza il modello vocale AI che imita Drake e The Weeknd, non è idonea per essere presa in considerazione ai Grammy”.

“Vorrei essere molto, molto chiaro”, ha aggiunto Mason Jr: “Anche se è stata scritta da uno scrittore umano, le parti vocali non sono state ottenute legalmente, non sono state autorizzate dall’etichetta o dagli artisti e la canzone non è disponibile in commercio e per questo motivo non è ammissibile”, ha continuato.

Infine Mason Jr ha voluto precisare la sua posizione riguardo lo sviluppo dell’intelligenza artificiale: “È tutto complicato e si sta muovendo, molto, molto velocemente. Sono sicuro che le cose continueranno ad evolversi e cambiare. Ma per favore, non lasciatevi confondere. L’ Academy è qui per sostenere, difendere, proteggere e rappresentare gli artisti umani e i creatori umani”.

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