Grazie Presidente, ci consenta di augurarle buon viaggio

Addio a Silvio Berlusconi. L’artefice di una delle storie più incredibili del nostro Paese, si è spento questa mattina a Milano, 12 giugno 2023, all’età di 86 anni. Una data destinata a entrare nei libri di scuola. Non il Cavaliere, l’imprenditore, il presidente di calcio, il politico e presidente del Consiglio. Ma il bambino Silvio, nato dall’amore di Rosa e Luigi, mamma e papà divenuti fari nella sua vita. Lui che ricorda di aver fatto da ragazzino 22 tipi di lavori diversi, non ha mai dimenticato le origini in tutte le esperienze che ha vissuto. Come quando da piccolo andava a sistemare una fattoria per tre anni, ai tempi della guerra, e poi a cena come paga portava un secchiello di yogurt che mangiava con la nonna e i suoi fratelli.

Berlusconi è la gentilezza e il sogno di un Paese che ha ammirato le sue gesta. Attirando anche le critiche, poi diventate soprattutto politiche, ma sempre con un’ammirazione di fondo innegabile. Perché da Milano Due, la città che ha costruito rendendola una delle realtà modello d’Italia e d’Europa, ha lastricato successi senza eguali. È da lì che nacque l’intuizione di Mediaset, inizialmente Telemilano, che mostrò l’ingegno di un uomo immerso nel tentativo di dare al Paese un’alternativa al monopolio televisivo. E poi il successo nel calcio, con il Milan. 29 trofei, decadi di successi e di trionfi tutti a suo modo. “Se non faccio la formazione il Milan non vince”, diceva ironicamente. Questa sua passione per la squadra che tifava con il padre Luigi, lo ha accompagnato in un sogno che aveva un obiettivo: quello di essere padroni del campo e del giuoco. Ma sempre con gentilezza e rispetto degli avversari. Lui giocava, allenava, motivava. Poteva tutto.

E non è un caso rimarcare questa parentesi, perché dimostra una cosa precisa: è stato un leader. Anche nella politica dove è stato testimone di un momento importante del Paese, dopo Tangentopoli. Nelle sue ultime parole in pubblico non ha smesso di dimostrare l’eleganza, la gentilezza e la determinazione. Quella di un uomo passionale che ha tracciato una strada unica e ineguagliabile. E quindi, per l’ultima volta, ce lo consenta: grazie Presidente.

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