Guru, Miss Sixty, Paul Frank…La Gen Z li riporta al successo

Dedicato a tutti gli inguaribili nostalgici: le ricerche per i brand degli anni 2000 impazzano sui marketplace di moda circolare come Vinted e Depop. Strano ma vero: i marchi di moda che hanno dato forma alla generazione dei millenials nel pieno della loro gioventù, oggi sono sempre più richiesti sulle piattaforme second-hand e addirittura emulati dai brand di lusso. Superati la logomania e l’influenza dello streetwear, la moda sta affrontando un’era nostalgica più forte del previsto, e le nuove generazioni riportano in auge il famigerato stile y2k di inizio secolo, sbarazzino, coloratissimo e sfrontato. In pratica, la Gen Z vuole vestirsi come si vestiva la Gen Y, nel cuore degli anni 2000. Come dimenticare gli anni in cui “trendy” era la parola d’ordine, le bamboline di Onyx e le sneaker chunky di Fornarina? Per non parlare del fascino che esercitava Miss Sixty su tutte le ragazzine, con le sue minigonne cortissime in denim. Tutti impazzivano per i jeans a vita bassa, ancor meglio se abbinati ad una t-shirt dalla stampa vistosa: ricordate la scimmietta più famosa degli anni 2000? Si chiama Julius ed è il volto di Paul Frank, e il suo musetto animava licei, libri illustrati e discoteche dell’epoca. Dalla semplicità nascono i fiori, e Guru, con la sua iconica margherita, ha avuto una vita breve ma intensa, sponsorizzato da squadre di calcio, party di lusso e piloti della Formula 1. Ma gli anni 2000 hanno visto nascere anche importantissime sottoculture, e la moda ha aperto gli occhi di fronte al passaggio tra stile di nicchia e popolarità sul web. Facciamo luce sui brand più celebri di inizio secolo, con un carosello di influenze stilistiche che ancora oggi affascinano i più giovani.

La sua diffusione è stata paragonata a quella del viso di Marilyn Monroe, sulle opere d’arte di Andy Warhol. Ma non si tratta di una specie pericolosa! È la scimmietta Julius, il volto del brand californiano Paul Frank, che nella prima decade degli anni 2000 ha conquistato la cultura pop attraverso abbigliamento, libri illustrati, cartoni animati e articoli per animali. Tutti lo amavano, dai bimbi alle celebrità!

Jeans a vita bassa, minigonne micro, denim su ogni capo…No, non stiamo parlando delle nuove collezioni di Miu Miu e Blumarine, ma ci siamo tremendamente vicini! Ad inizio anni 2000, Miss Sixty era il brand più amato da ogni ragazzina appassionata di moda, diventando un vero marchio cult per gli adolescenti dell’epoca. Vestire Miss Sixty significava provocare, e il brand rivoluzionò il modo di vestire di un’intera generazione.

A volte basta un fiore…E per Guru è stato così! Nata nel 1999 e scomparsa – per bancarotta fraudolenta – nel 2008, la margherita di Guru è stata una delle icone di moda più celebri di inizio secolo, che con la sua semplicità d’impatto è arrivata a vestire squadre di calcio, piloti di Formula 1 e locali esclusivi. Guru era sinonimo di coolness, party alla moda e celebrità: una stampa valeva più di mille parole!

Uno dei brand più cercati su Vinted? In piena tendenza balletcore, non poteva che essere Dimensione Danza! Negli anni 2000, grazie alla crescente popolarità del talent show “Amici”, il brand di abbigliamento casual e sportivo cominciava a diventare un vero e proprio fenomeno culturale di massa. Ballerini e non, tutti avevano almeno una t-shirt firmata Dimensione Danza e riportavano in auge l’estetica alla “Flashdance”.

I 2000s sono stati il palcoscenico di sottoculture dai look massimalisti e sfrontati, tra emo, gothic lolita e scene kids. Tokidoki, con le sua stampe kawaii, colori pop, teschietti e accessori giocattolo, ha incarnato ed elevato a moda lo stile dei teenager più ribelli dell’epoca. E oggi spopola nel mercato del resale!

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