Il carré di Hermès: la storia del foulard più iconico della moda

Prima di diventare un’icona della moda, il foulard era un mezzo per raccontare storie. I primi foulard quadrati in seta prodotti a Lione nel Settecento raffiguravano scene militari, episodi della vita civile e grandi eventi storici. Nell’Ottocento il foulard si trasforma nei cosiddetti fazzoletti da collo, stampati con motivi satirici e pedagogici e indossati da uomini e donne di ogni classe sociale.

È Hermès, però, a riscriverne la storia. Nel 1937 la maison trasforma un accessorio ormai quasi dimenticato in un oggetto del desiderio, elevandolo da semplice foulard a simbolo di eleganza, creatività e savoir-faire. Il nome carré deriva dalla sua caratteristica forma quadrata (90 × 90 cm) e ogni modello, ancora oggi, ha un proprio titolo, come una vera opera d’arte.

Negli anni, ai temi equestri e storici si affiancano nuovi universi creativi. Dal 1988, ad esempio, l’artista Robert Dallet porta sulla seta tigri, leoni e pantere ispirati ai suoi viaggi in Africa, firmando alcuni dei motivi più amati dai collezionisti. Oggi esistono oltre 1.500 disegni diversi e la realizzazione di un solo carré richiede tra le 400 e le 600 ore di lavorazione, oltre a circa 450 chilometri di filo di seta.

Da indossare al collo, tra i capelli, come fascia, annodato al polso o al manico di una borsa – spesso di un’altra icona della maison, la Kelly – il carré Hermès continua a reinventarsi senza perdere la propria identità. Dalla regina Elisabetta II a Grace Kelly, da Audrey Hepburn a celebrity contemporanee come Rihanna, il carré Hermès ha attraversato epoche, generazioni e stili, confermandosi uno degli accessori più iconici e riconoscibili della storia della moda.

[📷 Getty Images; IPA; universalpictures.com.au; hermes.com 📹 Instagram: madisonavenuecouture]

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