Il McDonald’s di San Babila chiuderà: quello era l’angolo preferito dei paninari

Il 6 dicembre caleranno le serrande del McDonald’s di Piazza San Babila, in un angolo di città che ha cresciuto – e nutrito – la gioventù più famelica degli anni ‘80. In principio, infatti, l’angolo della celebre piazza era occupato da Burghy, punto di ritrovo della “Milano da bere”. L’hamburgeria all’angolo tra corso Europa e Largo Toscanini ha portato il sogno americano tra le strade milanesi, ed è diventato il punto di ritrovo dei giovani paninari. Bomber e piumini Moncler, scarponcini Timberland, zainetti Invicta e jeans Levi’s a sigaretta: la sottocultura più in voga degli anni ’80 milanesi incontrava per la prima volta un nuovo concetto di cibo, che abbracciava a 360 gradi gli ideali dell’epoca. Niente più attivismo politico, battaglie ideologiche e rivoluzioni sociali: i paninari erano affascinati dall’America, nuova frontiera del glamour, bevevano Coca Cola e indossavano capi costosi all’ultimo grido. E si ritrovavano da Burghy, un fast food dai prezzi abbordabili e dai panini eccezionali, a partire dal classico Big Burghy con carne bovina, formaggio, lattuga e cipolla – che in una decina d’anni è stato sostituito dal celebre Big Mac. Non solo un angolo di città, ma una vera e propria ideologia che, tra food e moda, ha influenzato un’intera generazione. La chiusura del McDonald’s di Piazza San Babila è un duro colpo per i nostalgici, ma fortunatamente non per i 35 lavoratori del fast food, che si ricollocheranno nei punti vendita di piazza Duomo e Galleria Ciro Fontana.

Il McDonald’s in piazza San Babila, all’angolo tra corso Europa e Largo Toscanini, chiuderà il prossimo 6 dicembre. Il motivo? Un contratto d’affitto in scadenza, e prezzi troppo alti per rinnovarlo. Ma il McDonald’s di San Babila occupa un angolo di città che rimarrà per sempre nella storia di Milano e nei ricordi di una generazione di nostalgici, cuore pulsante degli anni ’80.

Chi si ricorda di Burghy? Nell’81, il fast food in Piazza San Babila era uno dei punti di ristoro più famosi di Milano (e anche del nord Italia!). L’hamburger americano approdava in territorio italiano facendo sognare un’intera generazione, tra grandi e piccini. Il piatto più famoso di Burghy era senza dubbio il Big Burghy, un panino con due fette di carne 100% bovina, formaggio, lattuga e cipolla.

Burghy era sinonimo di cool, e cool era sinonimo di America. I paninari furono la sottocultura più importante della “Milano da bere” degli anni ’80, e il loro punto di ritrovo era proprio l’hamburgeria all’italiana. Niente più attivismo o lotte sociali: i paninari erano il simbolo di una generazione glamour e disinteressata, in netto contrasto con la decade precedente, rivoluzionaria e politicamente impegnata.

I paninari si riconoscevano per le strade di Milano grazie al loro look inconfondibile, che è rimasto nella storia delle sottoculture stilistiche. Nelle cuffie i Duran Duran, addosso scarponcini Timberland, piumino Moncler, jeans Levi’s a sigaretta e cinture dalle fibbie imponenti. C’era chi preferiva lo zainetto dell’Invicta e chi invece optava per i backpack di Naj-Oleari, ma la regola era una sola: tutto firmato!

Proprio come la chiusura di Burghy, quella di McDonald’s in Piazza San Babila traccia la fine di un’era per Milano, e un duro colpo per i nostalgici. Dal 6 dicembre in poi, i 35 lavoratori del fast food americano si collocheranno negli altri punti vendita della città, perlopiù in piazza Duomo e Galleria Ciro Fontana.

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