Jaime Lorente dopo “La casa di Carta”: «Ho avuto bisogno di una terapia»

Jaime Lorente, tra i personaggi più amati de “La casa di Carta”, si è raccontato in una lunga intervista a “GQ Spagna”. E mentre i fan attendono settembre per gustare la prossima stagione di una delle serie più acclamate degli ultimi tempi, Lorente ha raccontato cosa ha significato interpretare un ruolo di successo come quello di “Denver”: «Ho avuto bisogno di una terapia, ne ho bisogno e ne avrò bisogno, di sicuro […] Quello che ho sofferto nel bene e nel male è stato improvviso, è stato molto intenso, è stato pesante e tutto è successo in pochissimo tempo […]».

Un successo che lo ha travolto, a tal punto da non riuscire a distinguere i confini che separano realtà e finzione: «La gente mi conosceva per qualcosa che non ero io. Per qualcosa che fa parte di me, è vero, ma che non ha niente a che vedere con chi sono. Quel lato di un attore di successo è solo una parte di quello che ha fatto […] E per questo ho cercato aiuto». E ora l’intenzione è quella di lasciarsi alle spalle quel personaggio: «Ricordo che iniziare le riprese [dell’ultima stagione] è stato come iniziare una fine, qualcosa di molto raro. Lo paragono a una sorta di duello, per seppellire definitivamente qualcosa, per uccidere non solo una serie ma anche un personaggio che è con me da tanto tempo».

E ora, guarda al futuro e parla della seconda stagione di “El Cid” serie in cui è protagonista: «So che è un personaggio controverso e che, essendo storico, ognuno ha la sua visione di ciò che dovrebbe essere, ma quello che mi porto da questa serie è che è una macchina d’azione e di avventura. L’idea è che le persone si divertano, niente di più. È un lavoro svolto con molto amore e voglio che le persone lo apprezzino».

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