Jannik Sinner: portabandiera alle Olimpiadi? “Giusto che lo faccia un atleta che ha già vinto un oro”

Solo pochi giorni fa Jannik Sinner è diventato il numero due al mondo nella classifica ATP riuscendo, con la sua calma apparente e il suo aspetto da bravo ragazzo, a far sembrare tutto facile quando nel suo sport, in realtà, non lo è per niente.

In una nuova intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, il tennista ha parlato di quella normalità che, a detta sua, contraddistingue la sua persona, al di là delle narrazioni eccezionali che di recente ne vengono fatte. «A me è sembrato di fare cose normali (…)» afferma infatti, «È il mio modo di vivere. In campo sono serio, faccio i miei rituali, ma dopo il match mi piace scherzare. Io sono così, sono sempre stato così: la differenza è che adesso ho più telecamere addosso, più attenzione. E tutto viene amplificato». Con “gli stessi difetti di qualsiasi altro ragazzo” della sua età, l’altoatesino scherza sulla vita quotidiana e sulla famiglia ma torna serio quando si parla di Olimpiadi.

«Mi piacerebbe andare allo stadio a vedere l’atletica. A Tokyo, tre anni fa, non mi ero sentito pronto ma ora è cambiato tutto» afferma infatti. E sul possibile ruolo di portabandiera sostiene: «Secondo me è giusto che lo faccia un atleta che ha già vinto una medaglia d’oro. Per me sarà la prima volta ai Giochi, sento di aver fatto fare un bel passo avanti al tennis italiano insieme agli altri azzurri, però onestamente la bandiera deve portarla chi basa la carriera sulle Olimpiadi. Poi se vogliono darmela, io sono felice ma come tennista ho i quattro Slam, i nove Master 1000, la Coppa Davis… Per me l’Olimpiade è un torneo, un di più. Per altri è il torneo».

[📷 IPA]

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