«Le accuse di molestie sessuali mosse da Lively contro Baldoni erano legalmente protette e pertanto immuni da azioni legali». A scriverlo è il Guardian, riportando la decisione del giudice distrettuale di New York, Lewis Liman, riguardo la controcausa per diffamazione intentata dall’attore Justin Baldoni contro l’ex collega Blake Lively. I due, protagonisti della pellicola “It Ends With Us”, sono saliti agli onori delle cronache dopo un articolo del New York Times, nel dicembre 2024, che svelava le presunte molestie subite da Lively, prima della denuncia contro il regista e attore, accusato proprio di cattiva condotta. Alla denuncia di Lively, seguì proprio la controcausa di Baldoni, per diffamazione contro l’ex collega, suo marito Ryan Reynolds, il loro agente e il New York Times, per aver contribuito con l’articolo a infangare la sua reputazione.
La richiesta da parte di Baldoni, riportarono i principali quotidiani, era di 400 milioni di dollari, con le accuse oltre a quelle di diffamazione, anche di estorsione, ma un giudice statunitense ha respinto la causa. Così come quella riguardante il New York Times, a cui erano stati chiesti 250 milioni di dollari. Perché, come riporta BBC, le affermazioni della causa di Baldoni e della sua società «non hanno adeguatamente sostenuto che le presunte minacce di Lively costituissero un’estorsione ingiusta e non una dura contrattazione o rinegoziazione delle condizioni di lavoro legalmente ammissibile». Mentre riguardo al NYT, scrive ancora BBC, le prove presentate da Baldoni non dimostrano la malizia del quotidiano nel raccontare la vicenda e quindi la diffamazione.
Come riportato ancora dal The Guardian, gli avvocati di Blake Lively hanno rilasciato una dichiarazione in seguito alla sentenza, ritenendola «una vittoria totale e una completa rivendicazione per Blake Lively, insieme a coloro che Justin Baldoni e The Wayfarer Parties (società di produzione di Baldoni, ndr) hanno trascinato nella loro causa di ritorsione, tra cui Ryan Reynolds, Leslie Sloane e il New York Times». Da parte dei rappresentanti legali di Baldoni, invece, al momento non ci sono dichiarazioni.
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