Kanye West non potrà vendere le t-shirt “White Lives Matter”. Due conduttori radiofonici neri possiedono il marchio

La t-shirt “White Lives Matter” indossata da Kanye West durante la Paris Fashion Week ha scatenato una bufera non indifferente. Questo slogan, infatti, è da sempre considerato afferente ai suprematisti bianchi che lo coniarono come risposta razzista al movimento “Black Lives Metter”.
Ramses Ja e Quinton Ward, conduttori neri del programma radiofonico settimanale sulla giustizia razziale “Civic Cipher”, sono infatti ufficialmente i proprietari legali di questo marchio come riportato da “Capital B”.

Il motivo? Evitare che quella frase venga utilizzata in modo inapproppriato, evitare che anche Kanye West possa un giorno trarne profitto.

Acquisire i diritti di questa frase, è stata una decisione difficile per i due ma hanno deciso di prenderla «una volta che è stato chiaro che qualcuno ne avrebbe tratto un profitto significativo, perché «anche se lui (West) dice cose davvero dolorose, divise e talvolta pazze, ha un seguito un po’ fanatico e ogni volta che pubblica qualcosa, si esaurisce» ha dichiarato Ward alla “CNN”. Per i due conduttori, possedere il marchio significa sostanzialmente avere una “responsabilità”: assicurarsi che non finisca nelle mani sbagliate.

Il marchio sarebbe stato depositato da una persona – che vuole restare anonima – per la prima volta il mese scorso (secondo i dati dell’US Patent and Trademark Office) lo stesso giorno in cui West l’ha indossata pubblicamente. Qualche settimana dopo, i diritti sul marchio sarebbero stati trasferiti alla società “Civic Cipher LLC” di Ramses Ja e Quinton Ward.

Non si smette di farla pagare dunque al rapper per quanto accaduto e ora gli sarà impedito anche di vendere quelle magliette (qualora ne avesse l’intenzione).

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