Kering, LVMH e Chanel si aggiungono ai brand che lasciano la Russia

L’esodo continua. Kering, LVMH e Chanel hanno annunciato di sospendere le proprie attività in Russia. Si allunga così la lunghissima lista di brand che hanno deciso di lasciare il mercato e il Paese russo. Una fuga massiccia che giorno dopo giorno aumenta a dismisura. Un isolamento totale quello della Federazione, in seguito all’invasione dell’Ucraina condannata fortemente dall’Occidente.

La scelta, in questo caso, è avvenuta da parte dei grandi marchi del luxury che nelle ultime ore hanno deciso di sospendere il loro operato nel Paese, chiudendo i propri punti vendita. Kering, ad esempio, ha affidato a Linkedin la spiegazione della sua scelta. “A causa delle crescenti preoccupazioni per l’attuale situazione in Europa, Kering sta temporaneamente chiudendo i suoi negozi in Russia per le sue Maison che il Gruppo opera direttamente nel paese”. In un colpo solo, quindi, i punti vendita di Gucci, Balenciaga e Saint Laurent abbassano le serrande.

Stessa decisione per LVMH, che tramite una nota ha annunciato la chiusura temporanea di circa 150 boutique in Russia. “Il Gruppo LVMH segue da vicino la tragica situazione in Ucraina ed è al fianco di tutte le persone gravemente colpite da questa guerra. La prima preoccupazione del Gruppo è la sicurezza dei suoi 150 dipendenti in Ucraina e sta fornendo loro un’assistenza finanziaria e operativa essenziale”, ha inoltre commentato precedentemente il gruppo di proprietà di Bernard Arnault, sostenendo la Croce Rossa con una donazione di 5 milioni di euro.

Preoccupazione condivisa anche da Chanel, anch’essa in apprensione per gli avvenimenti in Ucraina, che ha deciso di “di sospendere temporaneamente tutte le sue attività in Russia”. La maison ha fatto sapere di aver stoppato le spedizioni verso la Russia, sospendendo l’e-commerce, oltre alla chiusura delle boutique.

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