L’addio di Demna Gvasalia a Balenciaga è stato pura perfezione fino alla fine

La fine di un’era è arrivata ufficialmente oggi. Demna Gvasalia ha presentato la sua ultima collezione per Balenciaga, con la 54° sfilata couture che si è appena conclusa questa mattina a Parigi. C’era del fermento nell’attesa di questo momento che ha segnato definitivamente il punto e daccapo di un’epoca, che non può essere semplicemente definita una direzione creativa. Demna ha irrotto nel fashion system con un’energia potente e divisiva ma soprattutto destinata a cambiare per sempre il sistema. Amatissimo e criticatissimo per le sue scelte spesso divisive e sopra le righe, in tanti hanno sempre giudicato il designer georgiano poco adatto a prendere in mano l’eredità di una maison così istituzionale: troppo dark, troppo street, troppo sovversivo. In realtà, Gvasalia ha una conoscenza e una maestria artigianale che ben pochi possono vantare, ispirata, lirica, strutturata anche se spesso traslata in codici apparentemente meno sofisticati. Una expertise che con la sfilata di oggi è arrivata forte e chiara, perché lo show è stato perfezione pura, dall’inizio alla fine. 

Strutture verticalizzate al massimo, enfatizzazione delle silhouette, eleganza senza tempo e impattante, che ritroviamo soprattutto nei look iniziali, con le modelle che sono avanzate nel silenzio più totale fatta eccezione per i nomi di persona enunciati con schematizzazione asettica. È lo stile ladylike che riprende in pieno l’heritage di Cristóbal Balenciaga, rigoroso, impeccabile, sofisticato e arricchito dalle meravigliose borse dalle shape classiche e retrò o i gioielli scintillanti di Lorraine Schwartz. E poi, il tailoring maschile, interpretato magistralmente secondo il Demna Style, la pelle, nera, strutturata, i trenchcoat oversize e architettonici, valigette 24 ore in pieno gusto office-core, slim e tirate a lucido, ventagli gioiello, lunghi guanti. 

Sul finale, sulle note suadenti di Sade, il rigore lascia il posto al romanticismo con abiti dalle nuance pastello da reginetta del ballo, che in realtà non si privano dell’approccio scultoreo del designer, con forme del corpo in effetto trompe l’oeil. In passerella hanno sfilato le muse del designer come Isabelle Huppert e Kim Kardashian, ma anche top model come Naomi Campbell ed Eva Herzigova, per una sfilata che ci ha tenuti incollati fino alla fine. «La moda vive al limite del domani, guidata non da ciò che sappiamo ma dall’emozione di scoprire cosa verrà dopo. È l’espressione del nostro bisogno di evolverci, di dare un senso al cambiamento prima che arrivi, di vestire il futuro prima che abbia un nome» ha dichiarato Demna. Non sappiamo cosa aspettarci dopo di lui da Balenciaga, con la nuova direzione creativa di Pierpaolo Piccioli – presente in front row – né tanto meno cosa aspettarci da Gucci con la direzione creativa di Demna. Quel che sappiamo, al momento, è che questa sfilata ha lasciato il segno, così come l’intero capitolo della sua direzione creativa. E non ce ne dimenticheremo facilmente.

[📹BACKGRID; YouTube: balenciaga; 📷 Getty Images; IPA; Instagram: balenciaga]

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