Le plus-size spariscono dalle passerelle. La moda sta tornando indietro?

In un presente sempre più attento ai valori di diversità, la moda ricomincia a tremare. Dopo quasi due mesi di sfilate presentate nelle capitali della moda di tutto il mondo, una tendenza controversa ha fatto ancora una volta capolino in passerella: la mancanza di diversità di taglie. Sembrano essere tornati i tempi dell’heroin chic anni ’90, in cui la moda strizzava l’occhio ad una magrezza eccessiva che non rappresenta gli standard reali, ed ignora la necessità di includere una gamma più ampia di tipologie di corpo. Questa stagione nessuna modella dalla taglia “non standard” ha sfilato per i nomi più noti dell’alta moda, tra cui Louis Vuitton, Gucci, Saint Laurent e Prada. Eppure negli ultimi anni, modelle mid-size (dalla 42 alla 50) e plus-size (dalla 50 in su) come Ashley Graham, Precious Lee, Jill Kortleve e Paloma Elsesser hanno avuto una carriera fiorente nel mondo della moda. Ma cosa sta succedendo nel 2023?

Secondo i dati diffusi dal motore di ricerca Tagwalk, in sfilata il numero di modelle di taglia media o superiore è diminuito del 24%. L’elenco totale dei brand che hanno incluso modelle midsize o plus-size è inoltre piuttosto striminzito: Michael Kors, Coach, Dolce&Gabbana, Chanel, Alexander McQueen, Chloé e Nina Ricci. Le passerelle inglesi hanno presentato la maggiore diversità di taglie, mentre Milano, con il 77% in meno di modelle curvy rispetto a Londra, è stata indicata come la peggiore delle quattro città: appena il 13,5% di sfilate presentavano taglie “non standard”. In un totale di 219 show, le passerelle del 2023 hanno visto il trionfo delle taglie 36-42, che hanno conquistato più del 95% dei look in passerella. Una taglia maggiore richiede a sua volta una modellistica più accurata, materiali elasticizzati ed ovviamente una quantità più ampia di tessuto. L’inclusione di una modella plus-size in passerella, pertanto, suggerisce allo spettatore che la stessa taglia sarà poi disponibile in boutique, ma negli scorsi anni non è sempre stato così. I numeri del 2023 parlano chiaro, e la domanda sorge spontanea: la moda si è già stufata della body positivity? Perché il panorama fashion è così tanto ossessionato dalla cosiddetta “taglia zero”?

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