Le sigle di alcuni programmi tv sono la colonna sonora della nostra vita

La nostra vita è scandita da momenti e ricordi offuscati e nitidi. Alcuni ce li ricordiamo di sfuggita, altri li abbiamo ben precisi in mente. C’è un oggetto che, soprattutto nei millennials, ha accompagnato inevitabilmente pezzi di vita: è la televisione. E di conseguenza anche i suoi programmi con tanto di sigle. Dicono gli esperti che gli eventi che in futuro ricorderemo generano nei nostri cervelli un segnale elettrico che genera variazioni chimiche e strutturali dei neuroni. Un po’ come quando riascoltiamo la sigla dell’Ora Esatta del TG5 e ci torna in mente quando stavamo per andare a scuola accompagnati dai nostri genitori. 
 
La televisione ha forgiato il nostro immaginario, è entrata nel nostro cervello e ci ha fatto sognare. E così adesso una lacrimuccia ci viene quando per caso qualcuno tira fuori sigle che sono pietre miliari del nostro passato. Quello che ci vedeva gridare “Cento! Cento! Cento!” con Iva Zanicchi a “Ok, il prezzo è giusto” o quando compravamo una vocale con Mike Bongiorno alla “Ruota della fortuna”. 
 
La sigla de “La prova del cuoco” voleva dire due cose: o che la scuola era chiusa o che casualmente avevamo qualche malanno per evitare l’interrogazione. Quella di “Furore” un tormentone nostalgico che ci riporta ai bei tempi di Alessandro Greco. E ancora i game show, “Tira e Molla” con Bonolis e Laurenti, e “Passaparola” di Gerry Scotti con le indimenticabili letterine. E ancora le rime de “La Zingara” e… Continuate voi?

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