Lisa White, la direttrice delle previsioni strategiche di WGSN: “Non bisogna nascondersi dietro il fatto che la sostenibilità costa” 

La direttrice delle previsioni strategiche e direzione creativa della nota società di previsione delle tendenze WGSN, Lisa White, ha recentemente presentato a Parigi il suo studio prospettico sulle trasformazioni che attendono il mercato nel 2026. In questa occasione, ha anche rilasciato un’intervista al portale “Fashion Network”, dove ha parlato dell’evoluzione del settore moda, in particolare dal punto di vista della sostenibilità.

«Le persone dicono di voler acquistare qualcosa di etico e sostenibile, ma non necessariamente hanno il budget per farlo. Quindi qui sta il problema principale. Spesso questo fatto può causare quello che chiamiamo pregiudizio morale: vorresti fare una cosa, ma sei costretto a farne un’altra. Forse perché non hai l’istruzione necessaria, non hai soldi, non hai altre opzioni. Quindi è un problema enorme», ha riflettuto, aggiungendo, sul punto di vista delle aziende: «Quello che diciamo ai marchi e alle aziende è di esserne consapevoli e di assicurarsi che quando sviluppano un’offerta, sicuramente ad un alto livello di gamma, prendano in considerazione anche lo sviluppo di un brand interno che sia più economico. Si tratta ovviamente di capire come creare qualcosa che possa essere utile anche a chi ha un budget più risicato. E non bisogna nascondersi dietro il fatto che “la sostenibilità costa”, perché non è necessariamente vero. Questo perché quando gestisci meglio le tue risorse e produci meno rifiuti, alla fine risparmi denaro e diventi più sostenibile e meno costoso».

Sulla possibilità di una moda sostenibile e a basso costo, ha affermato: «Penso che quando si parla di moda responsabile i brand spesso siano un po’ diffidenti, perché vengono criticati se non fanno tutto alla perfezione. Ma molti marchi stanno facendo passi avanti e apportando miglioramenti. Non sono perfetti, ma cercano di migliorare ogni anno». Riguardo la crescente importanza dei materiali, ha riflettuto: «Per quanto riguarda le tendenze in sé, ci sono molti modi diversi per parlarne. Esistono trend a lungo termine, ma l’uso attuale è orientato verso tendenze a brevissimo termine, che in parte seguono i social media alla ricerca di forma ed estetica. È un fatto rilevante, ma ci sono diversi livelli di tendenze. Le proiezioni di lungo periodo offrono maggiore spazio ai materiali, perché è qui che i marchi possono confermare le loro scelte, risparmiare o anticipare le critiche se non agiscono».

[📸 wgsn.com]

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