Luca De Meo inaugura il debutto di Kering Accademia

È stato inaugurato questa mattina a Milano il primo anno accademico 2026/27 di Kering Accademia per le eccellenze, il progetto lanciato ad aprile dal gruppo francese per sostenere la formazione delle nuove generazioni di artigiani del lusso. L’evento inaugurale si è tenuto al Mind-Milano Innovation District, nell’area alle porte della città che aveva ospitato Expo 2015. Al debutto, l’Accademia coinvolge oltre 1.500 studenti in sei regioni italiane, attraverso 40 programmi formativi sviluppati dalle maison del gruppo e dalle sette scuole associate: Acof, Afol, Galdus, Accademia HModa, Its Cosmo, Istituto Modartech e Mita. Sono previste complessivamente circa 62 mila ore di formazione, di cui 22.400 di stage, con il coinvolgimento di oltre 400 maestri e professionisti.

Proprio durante l’inaugurazione, Luca de Meo, CEO di Kering, ha sottolineato il ruolo strategico dell’Italia per il gruppo. «Circa l’85% dei nostri prodotti è realizzato in Italia e più del 90% viene esportato nel mondo», ha dichiarato, come riporta MFF, definendo il lusso «l’ultimo settore in cui l’Europa è avanti a tutti». De Meo ha ribadito che Kering non ha intenzione di trasferire la propria produzione fuori dall’Italia: la decisione di realizzare in Cina alcune sneakers di Balenciaga, ha spiegato, è legata a specifici requisiti tecnici per le suole che non era possibile soddisfare nel Paese. Il CEO ha parlato anche del ruolo dei giovani e della necessità di coniugare la tradizione artigianale italiana con tecnologia e innovazione. «Il ruolo dei ragazzi è quello di abbracciare per primi il futuro», ha affermato, sottolineando in particolare il potenziale dell’intelligenza artificiale, che a suo avviso potrà contribuire a dare una spinta alla creatività. L’Accademia nasce proprio con l’obiettivo di mettere in relazione l’ «intelligenza delle mani» dell’artigianato con creatività, ricerca sui materiali e innovazione tecnologica.

A margine dell’evento, de Meo ha affrontato anche le prospettive del settore luxury e la strategia futura di Kering. Il manager si è detto positivo sulla crescita del lusso nel lungo periodo, sottolineando il potenziale legato all’aumento degli high-net-worth individuals e alla crescita di mercati come India, America Latina e Stati Uniti. Secondo de Meo, l’evoluzione della geografia della ricchezza potrebbe portare Kering a rivedere sia la propria strategia geografica sia il mix di categorie, con una domanda diversa nei mercati emergenti. Il gruppo è inoltre impegnato nella riorganizzazione della supply chain, che secondo il CEO presenta ancora troppi livelli e un’eccessiva frammentazione. Parallelamente, Kering sta lavorando a una possibile espansione nel settore della longevity, considerato da de Meo un mercato molto interessante e ancora fortemente frammentato, nel quale il gruppo punta a individuare un’attività rilevante e scalabile a livello globale.

Sul fronte delle maison, de Meo non ha voluto commentare le indiscrezioni circolate durante la fashion week su possibili cambiamenti ai vertici creativi di Saint Laurent e Balenciaga, definendoli, al momento, solo dei rumors. De Meo ha inoltre escluso l’interesse di Kering per l’acquisizione di una partecipazione di minoranza in Armani, spiegando di avere al momento altre sfide a cui dedicarsi. L’inaugurazione dell’Accademia si inserisce quindi nella strategia di Kering per rafforzare il proprio legame con il Made in Italy, investendo nella formazione delle competenze artigianali e nel ricambio generazionale, mentre il gruppo lavora parallelamente alla trasformazione della propria organizzazione e all’individuazione di nuove aree di crescita.


[📷 Snapix]

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