Maria Alyokhina, la “Pus*y Riot” scappata dalla Russia travestita da rider

Appartenente al collettivo di protesta “Pussy Riot”, Maria Alyokhina è finalmente riuscita a fuggire dalla Russia, Paese in cui, lo scorso aprile, era stata identificata come latitante. A dichiararlo è stato nientemeno che il suo avvocato all’agenzia “Interfax”. Pussy Riot è un collettivo punk rock russo, femminista e politicamente impegnato che agisce sotto rigoroso anonimato. Al suo interno le attiviste organizzano proteste per lo sviluppo della democrazia in Russia, così come in altre parti del mondo.

Come riferito dal “New York Times”, infatti, la donna si è nascosta a Mosca in un appartamento appartenente a un’amica e la sua fuga sarebbe riuscita solo grazie a un’abile travestimento da rider, ovvero un’addetta alla consegna di cibo a domicilio. Tale copertura, successivamente, le avrebbe consentito di arrivare fino in Lituania.

Alla fine di aprile, un tribunale di Mosca ne aveva ordinato l’arresto per aver violato i termini della libertà vigilata a cui era stata condannata nel settembre del 2021 a seguito di una lunga vicenda giudiziaria cominciata con una condanna per teppismo aggravato nel 2012, passando per offesa a una confessione religiosa per una protesta contro Putin avvenuta in una chiesa. La protesta del 2012 fu la prima ad avere una così vasta risonanza pubblica, tanto da rendere famoso il collettivo e da trasformare le sue militanti – le cui identità rimangono per la maggior parte sconosciute – in vere e proprie oppositrici del potere e, di conseguenza, di Putin.

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