Met Gala 2024, svelato il dresscode della prossima edizione: sarà “The Garden of Time”

Lunedì 6 maggio Zendaya, Chris Hemsworth, Jennifer Lopez, Bad Bunny e l’immancabile Anna Wintour accoglieranno gli ospiti al museo newyorkese MET per l’inaugurazione della mostra dal titolo “Sleeping beauty”, tematica fondamentale per comprendere quello che sarà il dresscode selezionato e appena svelato del Met Gala 2024 “The Garden of Time”. La mostra “Sleeping beauty” non ha nulla a che vedere con la celeberrima favola dei fratelli Grimm, quanto piuttosto con una rassegna di abiti storici talmente delicati da non poter più essere indossati e che pertanto giacciono custoditi negli archivi del “Costume Institute”. Effettivamente, stando ad alcuni spoiler, ad essere mostrati saranno dei pezzi d’archivio di grandissima esclusività per il loro valore storico e culturale, come corsetti di epoca elisabettiana, o un cappotto nero con ricami di papaveri di Frederick Worth del 1889, fino a capi più contemporanei, suddivisi in tre macrocategorie: Terra, Mare e Cielo.

Ma cosa dobbiamo aspettarci dal dresscode “The Garden of Time”? Innanzitutto, capire cosa c’è dietro questa scelta, ovvero non una semplice rivisitazione dello stile floreale che come direbbe Miranda Presley “Per la primavera? Avanguardia pura!”, ma l’omonimo racconto breve di J.C. Ballard del 1962. La storia ha come protagonisti il conte Axel e sua moglie, che vivono in una splendida villa affacciata su un meraviglioso giardino di fiori “dagli steli scintillanti come cristallo”. Tuttavia, come tutta l’opera di Ballard ci suggerisce, l’aura in generale intorno a tutto il microcosmo dei due protagonisti non ha nulla a che vedere con l’eden perfetto e idilliaco della tradizione classica, quanto piuttosto con un elemento distopico, disturbante, artificioso. Il loro è sì un paradiso, ma è un paradiso artificiale, effimero, finto.

Ballard è considerato uno dei padri del romanzo di Fantascienza degli anni ’60, ed è emblematico che sia stato preso come spunto e ispirazione per il tema del prossimo Met Gala, per di più connesso ad elementi come i fiori e la natura. Se il floreale perdura e continua a essere la tendenza incontrastata di tutte le collezioni SS24, bisogna contestualizzarlo alla contemporaneità e privatizzarlo della sua connotazione di banalità. Rose, lillà, fiori che prendono vita su abiti in stupefacenti effetti di trompe d’oeil, sinonimo di femminilità, romanticismo e anche di una certa riappropriazione femminista, che proprio nella loro figura  rivede il processo dell’apparato riproduttivo della donna, il fiore rivive una nuova era incontrando la modernità distopica, i fake-scenario della post-internet culture e dei social network, dove vero e falso si incontrano e si mescolano, dove natura e digitale si uniscono e si scontrano per dare vita a delle realtà del tutto nuove.

Il fiore, assunto a simbolo/protesta di una verità terrena, tangibile e pertanto umanamente fragile, si piegherà alle moderne costruzioni digitali diventando esso stesso parte del sistema o resisterà alle intemperie degli stravolgimenti contemporanei come la ginestra Leopardiana, preservando quindi la sua natura mortale? Siamo pronti a scoprirlo vivendo giorno dopo giorno il nostro tempo e le sue trasformazioni, ma su una cosa siamo assolutamente certi: “Floreale? Per la primavera? Avanguardia pura”. Ma questa volta possiamo affermarlo senza ironia o cinismo, è proprio così.

[📸 Avalon, ABACA / IPA; Getty Images]

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