La vicenda per il rinnovo dei diritti musicali sulle piattaforme dell’azienda di Menlo Park sta diventando più lunga e intricata di quello che ci si aspettava: Meta da una parte, Siae dall’altra a rivendicare le rispettive ragioni. Ma le due controparti, nell’ennesimo confronto, non sono ancora arrivate a un accordo che possa soddisfare entrambe. Il nuovo incontro si è tenuto nella giornata di ieri al ministero della Cultura ed è durato tre ore, che non sono bastate per arrivare a un compromesso e dare l’ok alla società di Zuckerberg per ripristinare la musica sui social.
«Ci siamo confrontati a lungo con Meta sulle rispettive posizioni, ma allo stato attuale siamo ancora lontani dalle precise indicazioni formulate ieri dall’AGCOM. Continuiamo comunque a lavorare nell’auspicio di pervenire ad una soluzione condivisa» è quello che avrebbe affermato la Siae, come riportato da “Open”, subito seguita da Meta: «Abbiamo avuto un lungo confronto e ci sono ancora importanti punti irrisolti».
Dalle dichiarazioni, le due parti si vedono ancora ben distanti da un accordo, anche se qualche passo in avanti parrebbe esserci stato, come ha affermato anche la sottosegretaria al Mic Lucia Borgonzoni, secondo “Sky TG24”. A bloccare il procedere sarebbe l’irremovibile decisione di Meta sul cosiddetto “disclosure” dei dati, posizione che avrebbe anche fatto intervenire nella vicenda l’Antitrust.
Secondo l’emittente, nella vicenda sarebbe intervenuto anche Gianmarco Mazzi, sottosegretario alla Cultura, che vedendo la cifra proposta da Meta all’inizio delle trattative l’avrebbe ritenuta «umiliante per i creatori», aggiungendo: «Trovo veramente assurdo che queste piattaforme, che hanno un’incredibile potenza economica, abbiano degli atteggiamenti di non rispetto nei confronti di chi i contenuti li crea».
La risoluzione della vicenda, purtroppo, sembra ancora molto lontana.