Moda e balletto: Gabriella Hearst disegna gli abiti per la nuova “Carmen” di Arielle Smith

Presentata in anteprima esclusiva al San Francisco Ballet il 4 Aprile 2024, “Carmen”, un grande classico del balletto, rivive nella nuova interpretazione della coreografa ventisettenne di origini cubane Arielle Smith, che si è affidata alla designer Gabriella Hearst per i costumi della pièce.

Nulla a che vedere con i classici costumi del balletto di Roland Petite, questa nuova versione è contemporanea e in un certo qual senso femminista, pronta a rivendicare la protagonista di uno dei balletti più tragici, che culmina proprio con un femminicidio per gelosia.

E’ proprio su queste basi che si è sviluppato l’approccio della Hearst per i costumi: niente volant o lingerie qui, ma pezzi di lana merino a coste in rosso vibrante, giallo girasole e nero, sensuali e sostenibili, mettendo in mostra ogni muscolo dei danzatori.
“È sempre stato un mio sogno realizzare costumi per balletto… ed è una produzione latina”, ha detto la Hearst, che è di origini uruguaiane, a WWD durante una prova generale mercoledì, aggiungendo che ha studiato danza da bambina e di essere stata da sempre affascinata dai costumi di scena.

I costumi di questa nuova Carmen, ambientata a Cuba e non in Spagna come nella versione originale,non sono travestimenti, ma look moderni, quotidiani e attenti al corpo che vanno da look con pantaloni androgini a zampa d’elefante e crop top per il corpo di ballo, ai trench lavorati a maglia e il drammatico vestito rosso con maniche scanalate, che è l’abito principale della protagonista, magistralmente interpretata dalla prima ballerina Sasha De Sola.

Una produzione tutta al femminile quella del San Francisco Ballet, e che proprio in tal senso, sta privando il mondo del balletto classico dai dogmi che l’hanno caratterizzato fino ad ora; le storie raccontate sul palco vedono quasi sempre la protagonista femminile morire per amore, o per mano di un amore tossico come nel caso di Carmen, proprio perché sono per la maggioranza storie pensate e scritte in un’epoca diversa, tra ‘800 e ‘900 e quindi con retaggi culturali molto diversi da quelli attuali; nella versione della Smith Carmen non è più un oggetto del desiderio iper sessualizzato, ma una donna libera e fluida, che intrattiene consapevolmente relazioni con uomini e donne, mentre gestisce un ristorante; una donna contemporanea, così come sono gli abiti che indossa.

Lana, colori forti ispirati alle comuni origini latine, capi portabili e credibili ma che permettessero al massimo il movimento dei ballerini, la Hearst ha contribuito con il suo lavoro ad un processo generale di ricostruzione di determinati strumenti narrativi, per cui anche un’istituzione come il balletto sta facendo importanti passi in avanti: una narrazione con un punto di vista femminile dove, finalmente, la donna non è più solo vittima, ma soprattutto narratrice e pilota della propria storia.

[📷 instagram: Sasha De Sola]

Tags: Gabriella Hearst , Carmen , Arielle Smith , Ballet , San Francisco Ballet