Palm Beach: sequestrati dalla polizia 2 milioni di dollari di merce contraffatta in due negozi

È stato all’inizio di questo mese, giugno 2024, che, secondo quanto riportato da alcuni quotidiani locali, come il “The Palm Beach Post”, gli investigatori hanno sequestrato una grande quantità di merce contraffatta – firmata Chanel, Tiffany & Co, Rolex, Versace, Pucci, Van Cleef & Arpels e Bottega Veneta – venduta nelle due sedi di Palm Beach della Blesk Jewelry, dal valore pari a circa 2 milioni di dollari. Gli agenti di polizia hanno sequestrato circa 800 articoli e quasi 4.300$ di proventi ricavati dalla vendita della merce contraffatta, a cui potrebbero aggiungersi in seguito addebiti a causa di autenticazioni ancora in corso.

L’operazione, che ha preso il nome di “Operation Worth-Less” ha avuto inizio da una soffiata arrivata al dipartimento di polizia di Palm Beach dalla Federal Bureau of Investigation, che informava le autorità della vendita di abiti e gioielli contraffatti già lo scorso ottobre 2023. Così il mese successivo, a novembre, un detective sotto copertura, fingendosi un cliente interessato alla merce esposta, ha acquistato una maglietta da 395$ che riportava l’etichetta della casa di moda italiana Pucci, successivamente ritenuta contraffatta e di dubbia provenienza da un rappresentate della stessa Maison. Secondo quanto si apprende dal racconto, il venditore avrebbe anche garantito preventivamente all’acquirente l’autenticità della merce, giustificando i prezzi in quando capi provenienti da collezioni precedenti.

Non solo, in una seconda operazione sotto copertura, un detective che ha fatto visita alla sede della Blesk Jewelry in Worth Avenue, avrebbe anche raccolto la testimonianza di uno dei dipendenti, il quale ha informato che, sebbene il design degli items venduti fosse fortemente influenzato da quello degli originali, gli articoli non erano comunque da ritenersi autentici. Il detective in quel caso ha acquistato un paio di orecchini firmati Chanel, che il venditore gli aveva presentato come autentici e in oro 14 carati, venduti a una cifra di 694$: un dipendente, interrogato successivamente, avrebbe confermato che gli orecchini non erano affatto originali, ma erano al contrario stati contraffatti alla fine del mese precedente.

In seguito all’operazione, la proprietaria degli store, Olena Austin, è stata arrestata e accusata di vendita di prodotti – sia abbigliamento che gioielli – contraffatti. Risale a questi giorni la notizia della sua scarcerazione, in seguito al pagamento di una cauzione di 50.000$.

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